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Il giudice non valuta le eccezioni del contribuente, nulla l’ipoteca sui beni del fondo patrimoniale

Se il giudice non esamina le eccezioni sollevate dal contribuente, l’ipoteca del Fisco iscritta sui beni del fondo patrimoniale è annullata. Lo ha deciso la Corte di Cassazione con la sentenza del 7 giugno 2019, n. 15459, con la quale la Sezione Tributaria ha accolto il ricorso di un contribuente.

 

In breve: nel caso sottoposto a piazza Cavour, la CTR aveva ritenuto legittima l’iscrizione ipotecaria effettuata sui beni del contribuente dall’Agenzia delle Entrate. I beni aggrediti erano però confluiti in un fondo patrimoniale; successivamente, il contribuente ha ricorso in Cassazione, evidenziando la nullità del’iscrizione perché il giudice di merito non aveva valutato le eccezioni da lui sollevate.

 

«Questa Corte – si legge nelle motivazioni – ha più volte affermato il principio per cui l’art. 170 c.c., nel disciplinare le condizioni di ammissibilità dell’esecuzione sui beni costituiti nel fondo patrimoniale, detta una regola applicabile anche all’iscrizione di ipoteca non volontaria di cui all’art. 77 DPR 602/1973, sicché tale iscrizione ipotecaria sui beni facenti parte di un fondo patrimoniale è legittima solo se l’obbligazione del credito non ne conosceva l’estraneità a tali bisogni, gravando in capo al debitore opponente l’onere della prova non solo della regolare costituzione del fondo patrimoniale e della sua opponibilità al creditore precedente, ma anche della circostanza che il debito sia stato contratto per scopi estranei alle necessità familiari, avuto riguardo al fatto generatore dell’obbligazione e a prescindere dalla natura della stessa».

 

Da un lato, la CTR aveva errato riconoscendo non applicabile l’art. 179 c.c. all’iscrizione ipotecaria su beni facenti parte del fondo, e poi non aveva valutato le doglianze del contribuente, il quale dimostrava l’opponibilità del fondo alle pretese del Fisco.

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