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Impatriati, nuovi chiarimenti dalle Entrate

Tre nuove Risposte ad interpello pubblicate ieri dall’Agenzia delle Entrate fanno luce sui requisiti di accesso al regime speciale per i lavoratori impatriati previsto dall’art.16 D.Lgs. n. 147/2015 (c.d. “Decreto internazionalizzazione”). Si tratta delle Risposte n. 32, 34, 36. Ecco in sintesi i chiarimenti forniti.

 

Risposta a interpello n. 32

Il lavoratore, laureatosi in Italia, che ha frequentato un corso in Francia dal 5 gennaio 2017 al 21 dicembre 2017 e qui ha mantenuto la propria residenza ed il proprio domicilio fino al giorno 14 aprile 2018, anno in cui si è trasferito nel Regno Unito, iscritto all’AIRE dal 16 giugno 2017, non può beneficiare del regime speciale in quanto non soddisfa il requisito relativo allo svolgimento di un’attività continuativa di lavoro o studio fuori dall’Italia negli ultimi ventiquattro mesi.

 

Risposta a interpello n. 34

Libero accesso al regime per l’ingegnere nato in Belgio, laureatosi in ingegneria civile presso l’Università di Pisa nell’anno 2000, residente all’estero dal 15 maggio 2011 al 19 luglio 2018 e rientrato in Italia nel 2018, dove ha trasferito la residenza il 20 luglio 2018, assumendo l’impegno di rimanervi per almeno due anni, a fronte dell’assunzione da parte di una S.p.A. decorrente dal 1° settembre 2018.

 

Risposta a interpello n. 36

La cittadina italiana, residente nel Regno, che nel 2012 si è iscritta a un corso di laurea specialistica, conseguita il 4 febbraio 2014, che il 15 gennaio 2014 ha stipulato con una società inglese un contratto di lavoro a tempo indeterminato, che è iscritta all’Aire dal 14 ottobre 2015, che nel 2019 rientrerà in Italia, trasferendovi la residenza e impegnandosi a mantenerla negli anni successivi, potrà fruire del regime alle seguenti condizioni:

  • se soddisfa tutti i detti presupposti richiesti dal comma 2 dell’art. 16 del D.Lgs n. 147/2015, in quanto cittadina italiana;
  • se non ha acquisito un titolo di laurea nel territorio dello Stato prima di avere svolto attività lavorativa all’estero, dovrà soddisfare contemporaneamente le condizioni di cui al comma 1 dell’art. 16 del D.Lgs n. 147/2015.
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