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Imposta di bollo, precisazioni in merito alle comunicazioni su prodotti finanziari

In merito all’imposta di bollo alle comunicazioni da inviare alla clientela relativamente ai conti depositi per non residenti in Italia, le comunicazioni si presumono inviate anche qualora l’ente gestore non sia soggetto ad un obbligo di invio o di redazione (Risp. Interpello AE 10 settembre 2019 n. 376).

 

L’Agenzia delle Entrate ha risposto all’interpello posto da una banca osservando che, per le comunicazioni relative ai prodotti finanziari, l’imposta di bollo si applica nella misura proporzionale del 2 per mille per le comunicazioni periodiche alla clientela relative a prodotti finanziari, anche non soggetti ad obbligo di deposito, ivi compresi i depositi bancari e postali, anche se rappresentai da certificati. La comunicazione relativa ai prodotti finanziari si considera in ogni caso inviata almeno una volta nel corso dell’anno anche quando non sussiste un obbligo di invio o di redazione. L’imposta è comunque dovuta una volta all’anno o alla chiusura del rapporto.

 

Ai fini dell’applicazione dell’imposta di bollo si rileva che la banca istante, che gestisce il prodotto finanziario di conto deposito è tenuta, tra l’altro, a predisporre ed inviare le comunicazioni periodiche al cliente al fine di riepilogare - con cadenza periodica o almeno una volta l’anno - la posizione ed il valore del medesimo prodotto finanziario.

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