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Impresa sociale, utili ai soci sempre imponibili

Non imponibilità delle somme destinate al versamento del contributo per l’attività ispettiva e delle somme destinate a riserva e, al contempo, imponibilità di qualsiasi distribuzione di utili ai soci, anche qualora ciò avvenga sotto forma di aumento gratuito del capitale nei limiti delle variazioni ISTAT.

 

Sono queste le novità fiscali più rilevanti contenute in uno dei due decreti approvati ieri dall’esecutivo per integrare e correggere la disciplina sul Terzo settore emanata la scorsa estate e, precisamente, il decreto legislativo sulla revisione della disciplina in materia di impresa sociale (D.Lgs. n. 112/2017) nonché il Codice del Terzo settore (D.Lgs. n. 117/2017).

 

Impresa sociale

Le disposizioni a carattere fiscale anticipate riguardano le imprese sociali e introducono, altresì, modificazioni alla disciplina degli investimenti nel capitale delle imprese sociali, per precisare che gli investimenti agevolabili devono essere eseguiti dopo l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 112/2017 e che la qualifica di impresa sociale deve essere acquisita da non più di cinque anni. In questo modo, la disciplina viene allineata a quanto previsto dalla normativa sulle start-up innovative (art. 25, D.L. n. 179/2012), già approvata da parte della Commissione Europea.

 

Terzo settore

Il nuovo decreto, da quanto si legge nella nota uscita al termine del Consiglio dei Ministri, interviene su più fronti: integra l’elenco delle attività di interesse generale esercitabili dagli enti del Terzo settore; chiarisce che, fermo restando il controllo contabile già previsto, l’obbligo di sottoporsi a revisione legale dei conti sussiste solo per gli enti del Terzo settore di maggiori dimensioni e che, per previsione statutaria, l’ente del Terzo settore può affidare la revisione legale dei conti, quando essa sia obbligatoria, all’organo di controllo interno, a condizione che in tale organo di controllo sia presente un revisore legale iscritto nell’apposito registro; prevede che le organizzazioni di volontariato di secondo livello debbano avvalersi in modo prevalente dell’attività di volontariato delle persone fisiche associate alle organizzazioni di primo livello che ne compongono la base sociale; aumenta di quattro unità il numero dei componenti del Consiglio nazionale del Terzo settore, al fine di assicurare una più ampia rappresentanza degli enti, comprese le reti associative. Sul piano fiscale, le novità riguardano, tra l’altro, la definizione della platea degli enti destinatari delle misure agevolative, anche con riferimento agli Enti filantropici.

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