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Interessi passivi, deducibilità ordinaria anche in caso di incorporazione

Gli interessi passivi sostenuti, e non ancora dedotti, dalla società incorporata, soggetta alle regole ordinarie di deducibilità degli interessi ex art. 96 T.U.I.R., concorrono alla formazione del reddito imponibile della società beneficiaria dell’operazione di riorganizzazione aziendale,  esclusa dalla limitazione della deducibilità degli interessi passivi, fino a concorrenza degli interessi attivi e proventi assimilati e l’eccedenza è deducibile nel limite del 30% del ROL della gestione caratteristica.

 

È quanto precisato dall’Agenzia delle Entrate nella Risposta n. 62 diramata ieri. Il caso dell’interpello proposto riguarda una società costruita per la costruzione di un interporto (soggetti esclusi dall’art. 96 T.U.I.R. ai sensi del comma 5 del medesimo articolo) che ha incorporato, in data 15 dicembre 2017, la società interamente posseduta ZETA la quale, fino alla fusione, è stata sottoposta al regime ordinario di deducibilità degli interessi passivi. Le operazioni della società incorporata sono state imputate, ai fini contabili e fiscali, al bilancio della società incorporante a decorrere dal giorno 1° gennaio 2017. Da qui il dubbio dell’istante: può dedurre fiscalmente per intero, nell’anno 2017, interessi passivi sostenuti da un soggetto (la società incorporata), per il quale scattano i limiti di deducibilità imposti dal predetto art. 96?

 

La risposta delle Entrate è negativa: “non appare sostenibile la tesi secondo cui la totalità di tali interessi (formatasi nel corso di diversi anni e ad opera di un soggetto, ZETA, che nel medesimo lasso temporale non possedeva la qualifica di “realizzatore e esercente di interporti”) possa essere dedotta integralmente nell’esercizio in cui si è perfeziona la fusione”. In particolare, le Entrate ricordano che la disposizione di cui al comma 5 dell’art. 96 T.U.I.R. determina i suoi effetti per ciascun anno, senza prevedere alcun riporto degli interessi o regola di compensazione tra periodi d’imposta differenti. “Ne consegue che – spiegano dalle Entrate - indipendentemente dalla decorrenza fiscale e/o contabile che si è voluta attribuire agli effetti della presente operazione di fusione, gli oneri finanziari relativi a periodi d’imposta in cui il soggetto che ha posto in essere le relative operazioni con causa finanziaria non rispettava i requisiti di cui al citato comma 5, restano vincolati alle ordinarie regole di deduzione degli oneri finanziari di cui ai commi da 1 a 4 del citato art. 96.

 

Gli oneri finanziari potranno essere dedotti da ALFA nel limite degli interessi attivi e proventi assimilati e l’eccedenza in misura pari al 30% del valore del ROL, con riferimento ai valori contabili riferibili alla beneficiaria dell’operazione di riorganizzazione.

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