News

Intermediari finanziari, valgono le regole abrogate

La qualifica dei soggetti finanziari deve essere operata secondo la disciplina prevista dal D.Lgs. n. 87/1992, ancorché abrogato. Ciò in quanto, in assenza di interventi legislativi che recepiscano l'abrogazione, l'identificazione dei soggetti finanziari in ambito fiscale continua ad essere effettuata mediante rinvio "statico" al citato provvedimento legislativo. È questa l’indicazione resa dall’Agenzia delle Entrate, attraverso la Risposta n. 106 pubblicata ieri, a una società che ha per oggetto lo svolgimento dell’attività di consulenza nel settore della corporate finance e opera con il codice ATECO n. 70.22.09 (Altre attività di consulenza imprenditoriale e altra consulenza amministrativo gestionale e pianificazione aziendale), che chiedeva all’Amministrazione finanziaria indicazioni sulla propria qualifica.

 

I dubbi sull’identificazione dei soggetti finanziari conseguono all’emanazione del D.Lgs. n. 136/2015 con cui è stato ultimato il processo di riforma della disciplina dei soggetti operanti nel settore. In particolare, detto provvedimento ha disposto - a decorrere dal 16 settembre 2015 - l’abrogazione del D.Lgs. n. 87/1992, contenente la disciplina dei conti annuali e consolidati dei soggetti finanziari, ridefinendo l’ambito dei soggetti esercenti “attività finanziaria”, attualmente così classificati:

  • intermediari IFRS, autorizzati a erogare finanziamenti nei confronti del pubblico, vigilati da Banca d’Italia, tenuti a redigere il bilancio di esercizio secondo gli standard internazionali IAS/IFRS;
  • intermediari non IFRS, quali confidi minori e operatori del microcredito sottoposti a controllo dagli Organismi di categoria (questi ultimi vigilati da Banca d’Italia), che redigono il bilancio secondo la disciplina recata dallo stesso D.Lgs. n. 136/2015;
  • altri operatori, che non svolgono attività nei confronti del pubblico, non iscritti in alcun albo e non sottoposti ad alcuna forma di controllo, che redigono il bilancio ai sensi del Codice Civile e del D.Lgs. n. 127/1991, come modificato dal D.Lgs. n. 139/2015.

Nell'ambito delle imposte sui redditi e dell'IRAP, gli enti creditizi e finanziari sono da sempre stati identificati mediante rinvio al D.Lgs. n. 87/1992 e, con le nuove indicazioni delle Entrate, si dovrà continuare a qualificarli con tali regole.  La formulazione letterale delle disposizioni fiscali in esame - si legge nella nuova Risposta - è rimasta, peraltro, invariata anche dopo l'evoluzione normativa che ha interessato gli operatori del settore finanziario”. Lo stesso ragionamento deve essere utilizzato, è chiarito dalle Entrate, con riguardo all'individuazione dei soggetti tenuti ad applicare l'aliquota addizionale del 10% sui compensi erogati, sotto forma di bonus e stock option, ai dirigenti e ai collaboratori coordinati e continuativi operanti nel settore finanziario, in virtù di quanto disposto dall’art. 33 del D.L. n. 78/2010. Sul punto, hanno evidenziato le Entrate, occorre tenere presente che è in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo 29 novembre 2018 di attuazione della direttiva (UE) 2016/1164, recante norme contro le pratiche di elusione fiscale che incidono direttamente sul funzionamento del mercato interno (come modificata relativamente ai disallineamenti da ibridi con paesi terzi). In particolare, l’articolo 12 del recente decreto introduce una nuova definizione di intermediari finanziari, holding finanziarie e non finanziarie alle quali si applicano specifiche disposizioni per alcuni settori della Direttiva ATAD.

Leggi dopo