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Investimenti al Sud, bonus salvo anche per chi affitta il ramo d'azienda

Non si rischia la decadenza e neppure la rideterminazione del credito di imposta per investimenti nel Mezzogiorno in caso di investimento sostenuto per la realizzazione di un nuovo "supermercato" destinato, unitariamente, a essere successivamente ceduto in affitto di ramo d'azienda a una terza società economicamente indipendente. È, in sintesi, quanto chiarito dall'Agenzia delle Entrate con la Risposta a interpello n. 75 pubblicata ieri. Il bonus in questione, si ricorda, è stato istituito dalla Legge di Stabilità 2016 (art. 1, commi 98-108 L. n. 208/215) a favore delle imprese che, a decorrere dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2019, effettuano l'acquisizione, anche mediante contratto di locazione finanziaria, di beni strumentali nuovi, in particolare macchinari, impianti e attrezzature varie, facenti parte di un progetto di investimento iniziale e destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite delle Regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo. La menzionata disciplina al comma 105 stabilisce che “se, entro il quinto periodo d'imposta successivo a quello nel quale sono entrati in funzione, i beni sono dismessi, ceduti a terzi, destinati a finalità estranee all'esercizio dell'impresa ovvero destinati a strutture produttive diverse da quelle che hanno dato diritto all'agevolazione, il credito d'imposta è rideterminato escludendo dagli investimenti agevolati il costo dei beni anzidetti”.

 

Il caso

L'istante, esercente attività di commercio all’ingrosso e al dettaglio di generi alimentari e non, con gestione di "Supermercati", ha intrapreso la realizzazione di una nuova unità locale in un Comune della Campania. Tale iniziativa, comporta un significativo investimento in impianti, macchinari e attrezzature, per il quale la società intende accedere al credito d'imposta per investimenti nel Mezzogiorno. Al termine della realizzazione del nuovo "Supermercato" e dopo aver ottenuto a suo nome le previste autorizzazioni dal Comune di riferimento e la conseguente iscrizione dell'unità locale presso la C.C.I.A.A., la società istante intende cedere, per la gestione, con contratto di affitto di ramo d'azienda, il nuovo punto vendita a un terzo soggetto economicamente indipendente. Alle Entrate si rivolge per sapere se il caso prospettato fa scattare le ipotesi di decadenza o rideterminazione del credito.

 

Le indicazioni delle Entrate

Per l'Amministrazione finanziaria nel caso di specie l’ipotesi di rideterminazione del credito non può trovare applicazione perché i beni oggetto di agevolazione non sono singolarmente dismessi o ceduti a terzi, ma circolano insieme all’azienda che verrà condotta dall’affittuario nell’ambito dell’esercizio di un’attività imprenditoriale”.  Inoltre, le Entrate evidenziano che i beni non sono destinati a strutture produttive diverse da quelle che darebbero diritto all'agevolazione, dal momento che l’istante, contestualmente all’acquisto di tali beni, concederà in affitto a soggetti terzi economicamente indipendenti il nuovo punto vendita, che continuerà a essere ubicato nei territori agevolabili. “L’operazione - si legge nella Risposta - rientra in un processo di integrazione verticale, in base al quale, una volta effettuato l’investimento agevolato, il supermercato è trasferito al gestore, col quale il concedente instaura un rapporto di affiliazione per la fornitura delle merci destinate alla rivendita. In ogni caso, al fine di rendere inoperante la rideterminazione di cui al citato comma 105, l’affittuario dovrà comunque, entro i periodi di sorveglianza ivi previsti, far entrare in funzione e non dismettere i beni nell’ambito del compendio aziendale. Si rappresenta - concludono le Entrate - che nella differente ipotesi in cui il trasferimento dei beni fosse qualificabile come locazione degli stessi, si applicherebbe il menzionato comma 105, con la conseguenza che il credito d’imposta dovrà essere rideterminato escludendo dagli investimenti agevolati il costo dei beni anzidetti”.

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