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ISA 2019: ultimi controlli prima dell’invio

A pochi giorni dalla scadenza prevista per l’invio delle dichiarazioni dei redditi relative all’anno di imposta 2018 numerosi professionisti segnalano incertezze sul comportamento da tenersi in relazione alla corretta interpretazione degli esiti di calcolo derivanti dalla compilazione dei modelli ISA e delle opportune scelte operative nelle ipotesi di risultati negativi.

 

Come ormai noto il calcolo dell’Indicatore Sintetico di Affidabilità tributaria si sostanzia, a differenza del risultato atteso di congruità degli studi di settore, in un “voto” corrispondente alla media di una serie di indicatori elementari di affidabilità e di indicatori elementari di anomalia.

 

Gli indicatori elementari di affidabilità sono sempre rilevanti ai fini della determinazione complessiva dell’Indicatore Sintetico di Affidabilità e loro gradazione va da 1 a 10.

Gli indicatori di anomalia segnalano incongruenze e differenze non giustificate dei dati dichiarati rispetto a parametri riferiti al settore economico o al modello organizzativo di appartenenza desumibili dalle informazioni presenti in anagrafe tributaria o da altre banche dati. Rilevano esclusivamente se l’anomalia è presente e la loro gradazione va da 1 a 5.

 

È evidente come, essendo l’Indicatore Sintetico di Affidabilità una media semplice degli indicatori elementari sopra descritti, la presenza delle anomalie ha l’effetto di ridurre il risultato finale.

Come noto il suo valore può essere compreso tra 1 – “affidabilità ridotta” – e 10 – “affidabilità elevata”. La massima votazione è raggiungibile esclusivamente in assenza di indicatori elementari di anomalia e di indicatori elementari di affidabilità massimizzati.

 

Una prima rilevante riflessione deve essere svolta proprio in ragione delle sopra descritte differenze strutturali rispetto ai risultati forniti dagli studi di settore. In presenza degli studi infatti i professionisti erano abituati a confrontare i ricavi dichiarati con i ricavi attesi e di conseguenza a valutare l’eventuale adeguamento.

 

Per gli ISA la valutazione del risultato non può prescindere da una minuziosa valutazione dei singoli voti che compongono la media finale e dalla conseguente disamina degli indicatori elementari che la determinano.

L’adeguamento necessario per la “massimizzazione del risultato” spesse volte offerto dai software di studio in realtà può essere fuorviante, in quanto indica l’integrazione complessiva necessaria all’ottenimento della massima votazione. Viceversa, analizzando i singoli indicatori elementari e comprendendo l’origine dei singoli aggregati, è possibile verificare se ad esempio alcuni indicatori elementari di anomalia non dipendano da scelte aziendali peculiari dell’impresa giustificabili e dimostrabili. In tal caso potrebbe, ad esempio, essere opportuno eseguire il calcolo del modello ISA “isolando” le variabili che rendono il contribuente oggetto di simulazione “atipico” e fornirne una adeguata spiegazione nel campo delle annotazioni. È chiaro che il successivo invio del modello dovrà avvenire nel completo rispetto delle istruzioni alla compilazione, ma l’aver già compreso la motivazione del risultato negativo e l’aver già fornito l’indicazione di massima di tale motivazione nelle note costituisce certamente una scelta operativa opportuna e di vantaggio per il contribuente e per il professionista che lo assiste.

 

È altresì opportuno focalizzare quale possa essere il livello di Indicatore Sintetico di Affidabilità fiscale ragionevolmente perseguibile per ciascun contribuente in ragione della propria posizione personale e di una serie di valutazioni individuali, senza l’obbligo di ambire necessariamente alla massima votazione. Nell’ipotesi di alta affidabilità di fatto sappiamo che il meccanismo degli ISA prevede degli effetti “premiali”, ma in alcuni casi può essere sufficiente raggiungere una votazione intermedia dichiarando «Ulteriori componenti positivi per migliorare il profilo di affidabilità», al fine di raggiungere il livello di affidabilità (premialità) desiderato e soprattutto adeguato alle aspettative e alla reale situazione del Contribuente.

Al fine di valutare quanto precede è bene rammentare che l’Agenzia delle Entrate considererà ai fini della definizione delle strategie di controllo i contribuenti con un livello di affidabilità fiscale pari o inferiore a “6”, mentre per i contribuenti più virtuosi sono previsti i seguenti benefici premiali (Provv. AE 10 maggio 2019 n. 126200).

 

Indicatore Sintetico di affidabilità almeno pari a 8

  • esonero dall’apposizione del visto di conformità per la compensazione dei crediti fino a 50mila euro all’anno, maturati sulla dichiarazione annuale IVA relativa al periodo di imposta 2019;
  • esonero dall’apposizione del visto di conformità per la compensazione del credito IVA infrannuale fino a 50mila euro all’anno, maturato nei primi tre trimestri del periodo di imposta 2020;
  • esonero dall’apposizione del visto di conformità per la compensazione dei crediti fino a 20mila euro all’anno, maturati sulle dichiarazioni relative alle imposte sui redditi e all’Irap per il periodo d’imposta 2018;
  • esonero dall’apposizione del visto di conformità, ovvero dalla prestazione della garanzia, ai fini del rimborso del credito IVA maturato sulla dichiarazione annuale per il periodo di imposta 2019, ovvero, del credito IVA infrannuale maturato nei primi tre trimestri del periodo di imposta 2020, per un importo fino a 50mila euro all’anno;
  • anticipazione di un anno dei termini di decadenza per l’attività di accertamento previsti dall’art. 43 c. 1 DPR 600/73, con riferimento al reddito di impresa e di lavoro autonomo, e dall’art. 57 c. 1 DPR 633/72 per l’IVA.

 

Indicatore Sintetico di affidabilità pari o superiore a 8,5

Oltre a quanto previsto dal punto che precede:

 

Indicatore Sintetico di affidabilità pari o superiore a 9

Oltre a quanto previsto dai punti che precedono:

 

(Modelli ISA)

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