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ISA, i Commercialisti lamentano numerose criticità

Non è affatto positivo il giudizio sui nuovi indici sintetici di affidabilità (ISA) espresso dai Presidenti dell'Associazione Nazionale Commercialisti e dall'Associazione Dottori Commercialisti. Una nota congiunta pubblicata ieri dalle due sigle sindacali denuncia le numerose criticità del nuovo sistema che a partire da quest’anno, per il periodo d’imposta 2018, sostituiscono gli studi di settore.

 

Non sono propriamente un modello di semplificazione – scrivono le Associazioni - e, anche in questa occasione, contribuenti e intermediari devono fare i conti con operazioni tortuose, senza contare gli ormai cronici ritardi dell’Amministrazione Finanziaria sull’operatività delle nuove procedure”.

 

C'è preoccupazione anche per le nuove incombenze poste in capo ai professionisti. Secondo le ricostruzioni dei sindacati, in aggiunta ai dati contabili ed extracontabili, gli stessi fino a ieri utilizzati per gli studi di settore, i commercialisti dovranno:

  •  prelevare dal cassetto fiscale del contribuente il file messo a disposizione dell’Agenzia delle Entrate e relativo ad un arco temporale di sette anni;
  •  importarlo nel proprio gestionale di studio e verificarne la correttezza dei contenuti;
  •  elaborare tutti i dati a disposizione per l’invio, tramite Entratel, del file all’Agenzia delle Entrate.

Nuovo adempimento – si legge nella nota - equivale praticamente a nuova delega per il professionista intermediario, il quale da oggi, alle innumerevoli deleghe già previste (ultima in ordine di tempo quella per la fattura elettronica), vede aggiungersi anche quella per gli indici ISA, sempre con relativa comunicazione all’Agenzia delle Entrate”.

 

Il problema di una gestione del sistema che appare laboriosa e poco funzionale non è però l’unico. Per ADC e ANC giocano a sfavore dei commercialisti che assistono le imprese anche i gravi ritardi da parte dell’Amministrazione Finanziaria. “E’ opportuno inoltre evidenziare che il ritardo nel rilascio dei dati da parte dell’Agenzia delle Entrate per l’applicazione degli indici ISA è fonte di notevoli disagi per le società di capitali, le quali non possono chiudere i loro bilanci per portarli in approvazione nel rispetto dei termini di legge”. Per questo ADC e ANC chiedono che per il 2019, ai fini degli indici ISA, siano opportunamente considerati solo i dati contabili ed extracontabili dell’annualità, escludendo il file dell’Agenzia delle Entrate, considerata la sua indisponibilità.

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