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IVA, Assonime fa il punto sulla nuova dichiarazione e sull'esterometro

La dichiarazione annuale IVA per il periodo d'imposta 2018 e l'esteometro, sono questi i temi delle due Circolari di Assonime, rispettivamente la n. 9 e la n. 10, pubblicate lo scorso 11 aprile.  In vista dell'approssimarsi del comune termine di trasmissione degli adempimenti, per entrambi il prossimo 30 aprile, l'Associazione ha voluto evidenziarne le novità e i chiarimenti che sono stati nel frattempo forniti in materia dall’Agenzia delle entrate.

 

Dichiarazione IVA

Tra gli aspetti messi in luce nella Circolare n. 9, rientrano i nuovi righi della dichiarazione  - inseriti per recepire alcuni dati relativi all’applicazione della disciplina del Gruppo IVA, introdotta dalla Legge di Bilancio per il 2017, che ha iniziato a produrre effetti a decorrere dal 1° gennaio 2018 – e le novità contenute nelle istruzioni che riguardano le nuove regole di compilazione del rigo VL33, concernente l’ammontare dell’IVA a credito, e la nuova collocazione, all’interno del quadro VE, delle operazioni non imponibili effettuate nel quadro delle iniziative per la cooperazione internazionale e lo sviluppo. In particolare, Assonime ha precisato che, se la differenza tra la somma degli importi dei crediti IVA (rigo VL4, VL11, campo 1, e da rigo VL24 a VL31) e quella degli importi dei debiti IVA (rigo VL3 e da rigo VL20 a VL23) è positiva, il contribuente dovrà indicare nel rigo VL33 l’importo che si ottiene considerando fra gli importi a credito quello indicato nel campo 3 del rigo VL30, relativo all’IVA periodica versata e non, invece, come avveniva in base alle istruzioni del precedente modello, quello indicato nel campo 1 del medesimo rigo, relativo all’imposta dovuta. Se, al contrario, la differenza che emerge tra gli importi suindicati è negativa, e quindi non presenta un saldo creditorio, il contribuente non deve compilare il rigo VL33.

 

Esterometro

La Circolare n. 10 prende in analisi alcuni chiarimenti dell'Amministrazione finanziaria, riguardanti l'adempimento comunicativo introdotto a decorrere da gennaio 2019, che consiste nell’obbligo, a carico dei soggetti passivi IVA stabiliti in Italia, di trasmettere per via telematica all’Agenzia delle entrate i dati delle operazioni, sia rese che ricevute, intercorse con soggetti esteri (c.d. spesometro transfrontaliero o esterometro). In particolare, i chiarimenti riguardanti l’ambito applicativo: il profilo soggettivo, i rapporti con la fattura elettronica e la documentazione necessaria per la detrazione dell’IVA da parte di soggetti non stabiliti ma identificati ai fini IVA in Italia. La Circolare, inoltre, si sofferma sugli ulteriori aggiornamenti relativi alle operazioni intercorse con soggetti esteri rientranti nel regime delle piccole imprese, e a quelle documentate da fatture elettroniche già trasmesse attraverso la piattaforma Otello 2.0, oltre che sulla proroga degli ordinari termini di trasmissione dell’esterometro all’Agenzia delle entrate. Come noto, infatti, il primo invio dei dati in questione avrebbe dovuto essere effettuato, da parte degli operatori coinvolti dall’adempimento, entro lo scorso 28 febbraio. Grazie all'intervento del MEF è stato rinviato al 30 aprile. Entro lo stesso termine, come rilevato, devono essere trasmesse – a regime – le operazioni relative al mese di marzo c.a., e dunque il primo invio riguarderà i dati relativi al primo trimestre dell’anno in corso. Per le successive scadenze il decreto non contiene alcuna previsione: resta perciò attualmente confermata l’ordinaria periodicità mensile di cui si è detto. Sul punto, Assonime scrive nella nuova Circolare: “già nella nostra Circolare n. 26/2018 avevamo osservato al riguardo che l’obbligo di trasmettere dodici comunicazioni l’anno appare particolarmente gravoso per i soggetti IVA e non sembra razionalmente giustificabile; ribadiamo dunque l’opportunità di una modifica normativa che preveda per tale comunicazione l’obbligo di trasmissione con cadenza annuale, o quantomeno semestrale, come già ammesso per la comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute di cui all’art. 21 del D.L. n. 78/2010 (c.d. nuovo spesometro). Un veicolo per tale modifica potrebbe essere costituito dal c.d. DDL Semplificazioni (AC 1074), attualmente all’esame della Commissione finanze della Camera dei deputati in sede referente”.

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