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IVA versata all’estero, termine biennale per la richiesta di rimborso dell’imposta non dovuta

Rimborsi IVA, in caso di erroneo versamento per carenza del presupposto della territorialità, il termine entro il quale va avanzata la richiesta di rimborso è quello biennale. È quanto affermato dalla Corte di Cassazione con l’ordinanza dell’11 giugno 2019, n. 15638.

 

Il caso in esame riguardava una s.r.l. che aveva presentato una istanza per ottenere il rimborso di somme indebitamente versate a titolo di IVA su fatture emesse negli anni dal 2006 al 2008, in quanto relative ad operazioni commerciali effettuate in Francia, paese in cui la società avrebbe dovuto versare l’IVA avendo ivi nominato un rappresentante fiscale; la ricorrente aveva impugnato il diniego opposto dall’Amministrazione finanziaria motivato sulla tardività della richiesta.

 

I giudici della Suprema Corte hanno ricordato che in tema di rimborsi IVA, nel caso in cui il contribuente abbia erroneamente versato l’imposta non dovuta per carenza del presupposto della territorialità, il termine entro il quale va avanzata la richiesta di rimborso è quello biennale, che decorre dal momento in cui è stato effettuato il versamento poiché in una tale evenienza il presupposto per la restituzione sussiste sin dall’origine, senza che assuma rilevanza l’incertezza soggettiva sul diritto al rimborso, che è questione di mero fatto, non incidente sulla possibilità giuridica di ripetere l’indebito e, quindi, sulla decorrenza del termine in base al principio generale di cui all’art. 2935 c.c.

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