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L’Agenzia risponde ai quesiti del CNDCEC sulla e-fattura

Il Consiglio Nazionale dei Commercialisti ha pubblicato le risposte fornite dall’Agenzia delle Entrate ai quesiti sulla fatturazione elettronica formulati dal Consiglio Nazionale. Tra esse, molte domande riguardavano il contenuto della e-fattura.

 

È stato ad esempio domandato all’Agenzia, con riferimento alle fatture da emettere fino al 1° luglio 2019, se il campo “Data” del file xml debba essere valorizzato con la data di emissione/trasmissione della fattura allo SdI o con quella di effettuazione dell’operazione. Secondo il Fisco, le regole non sono cambiate: «la data della fattura è la data effettuazione operazione. In caso di fattura differita la data della fattura è la data di emissione della Fattura elettronica poiché all’interno della fattura sono riportati i dati dei DDT che identificano il momento di effettuazione dell’operazione».

 

Un altro quesito riguardava il Gruppo IVA, nella fattispecie la possibilità di chiedere un codice destinatario per ciascuna società aderente al gruppo. «Il Gruppo IVA – è stata la risposta – è un operatore unico ai fini IVA e quindi: le fatture emesse dal Gruppo devono riportare – nella sezione cedente/prestatore – la Partita IVA del Gruppo e il codice fiscale del singolo partecipante al Gruppo a cui l’operazione è riferibile; le fatture ricevute dal Gruppo devono riportare – nella sezione cessionario/committente – la partita IVA del Gruppo e il codice fiscale del singolo partecipante al Gruppo a cui l’operazione è riferibile».

 

Un altro quesito riguardava le attività articolate in più punti di consegna, come ad esempio i supermarket: possono avere più codici destinatario? Secondo le Entrate, si può avere più canali di ricezione (più PEC o più codici SdI) ma in tal caso l’operatore (unica Partita IVA) dovrà valutare di non usare il servizio di “registrazione dell’indirizzo telematico”.

 

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