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L’esposizione del credito IVA non spettante integra una violazione sostanziale

Sanzioni confermate al contribuente che ha esposto in dichiarazione il falso credito IVA, pur senza usufruirne (Cass. 30 luglio 2019 n. 20463).

 

I giudici di legittimità hanno accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, osservando che, in tema di violazioni dell’obbligo di dichiarazione annuale IVA, è sanzionabile la mera indicazione infedele resa nella dichiarazione, indipendentemente dal concreto utilizzo del credito in una delle forme consentite dall’ordinamento; risulta tutelato, infatti, non tanto l’interesse dell’Erario alla corretta percezione delle imposte doverosamente da corrispondersi, bensì il diverso e autonomo interesse dell’Erario alla presentazione, da parte del contribuente, di dichiarazioni correttamente redatte e di contenuto fedele al vero, pena pregiudizio alla sua attività di controllo.

 

L’esposizione del credito IVA non spettante, secondo la Quinta Sezione Civile di Piazza Cavour, integra dunque una violazione sostanziale e non meramente formale e, come tale, non ricompresa nel novero di quelle di cui è esclusa la punibilità.

 

Accolto il ricorso del Fisco, i giudici di legittimità hanno rinviato all’esame della CTR in diversa composizione.

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