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L’istanza per il concordato preventivo non impedisce la condanna per evasione IVA

Anche se ha fatto istanza per il concordato preventivo, l’imprenditore può comunque essere condannato per evasione IVA, specie se la domanda è stata presentata con riserva (Cass. 11 novembre 2019 n. 45694).

 

I giudici della Terza Sezione Penale della Cassazione hanno rigettato il ricorso di un imprenditore che era stato condannato, quale legale rappresentante di una s.p.a., alla pena di un anno e sei mesi di reclusione.

 

Secondo i giudici di legittimità, nel caso in cui una società abbia presentato domanda per essere ammessa alla procedura di concordato preventivo, il legale rappresentate ha ancora la piena capacità di effettuare i pagamenti dovuti e, in particolare, di versare all’erario le ritenute fiscali operate come sostituto di imposta fino a quando il tribunale competente abbia disposto il decreto di ammissione alla detta procedura ciò perché gli effetti del concordato preventivo nei confronti dell’imprenditore che ha presentato la relativa istanza iniziano solo dopo l’emissione del decreto di ammissione da parte del tribunale: infatti, solo con il decreto il tribunale dichiara aperta la procedura, nomina il giudice delegato e il commissario giudiziale e solo dopo l’ammissione a tale procedura il potere di amministrare dell’imprenditore rientra sotto la vigilanza del commissario giudiziale e sotto la direzione del giudice delegato.

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