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La casa editrice in regime monofase detrae l’IVA se il distributore è insolvente

Le società editrici che per l’IVA applicano il regime monofase possono detrarre l’imposta se il cliente risulta insolvente. Lo specifica l’Agenzia delle Entrate con la Risposta ad interpello n. 155, pubblicata ieri.

 

Il caso

L’istante, Alfa, era una società di pubblicazione di riviste, giornali periodici e libri, che aveva sottoscritto con Beta un contratto di distribuzione per la diffusione di tutti i suoi prodotti editoriali. La consegna delle pubblicazioni avveniva in conto vendita; a sua volta, Beta consegnava le pubblicazioni in conto vendita alle imprese di distribuzioni locali, le quali le consegnavano agli edicolanti secondo lo schema tipico del settore della stampa quotidiana e periodica. Le copie invendute venivano rese dagli edicolanti ai distributori locali, da questi a Beta che, infine, li riconsegnava ad Alfa ed effettuava il pagamento delle copie vendute.

 

Alfa sosteneva di aver applicato il regime speciale monofase in merito all’applicazione dell’IVA. Beta era nel mentre fallita, lasciando Alfa con un credito maturato di oltre tre milioni di euro.  Ciò premesso, Alfa chiedeva di conoscere se, con riferimento all’ipotesi in cui si applica il regime speciale monofase IVA per l’editoria, nel caso di mancato pagamento in tutto o in parte, a causa di procedure concorsuali, possa trovare applicazione la detrazione dell’imposta.

 

Risposta 

Condividendo la tesi della società istante, l’Agenzia delle Entrate ha evidenziato come il mancato pagamento generato dal fallimento di Beta abbia provocato l’annullamento dell’operazione a fini IVA: in sostanza, l’operazione, per effetto del mancato pagamento da parte del distributore, è venuta meno, si è sostanzialmente annullata ai fini IVA e, quindi, si ritiene che l’unico soggetto passivo di imposta del regime speciale Alfa possa essere focalizzato a recuperare mediante variazione IVA.

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