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La disciplina dell’iper ammortamento

21 Ottobre 2019 |

Art. 1 c. 9 L. 232/2016

Ammortamento

1. Premessa

La L. 232/2016 ha introdotto, a fianco del superammortamento, un’ulteriore agevolazione (c.d. “iper ammortamento”) al fine di lanciare la c.d. “industria 4.0” (a commento si vedano anche Circ. AE 10 aprile 2019 n. 8; Circ. AE 7 novembre 2017 n. 27Circ. AE 30 marzo 2017 n. 4; Ris. AE 24 ottobre 2017 n. 132 e Circ. AE 30 marzo 2017 n. 4).

L’agevolazione si differenzia dal super ammortamento principalmente per l’ammontare dell’agevolazione stessa e, inoltre, per l’ambito soggettivo e oggettivo di applicazione della stessa.

L’iper ammortamento riguarda, sostanzialmente, l’automatizzazione e l’interconnessione dei processi industriali, effettuati attraverso investimenti in beni materiali strumentali nuovi, e consente di vedere riconosciuto, ai soli fini fiscali e solo al fine del processo di ammortamento, una maggiorazione del costo di acquisizione modulata in funzione dell’ammontare dell’investimento effettuato.

 

2. Ambito temporale 

La L. 145/2018 (c.d. Legge di Bilancio 2019) ha modificato la disciplina dell’iper-ammortamento, relativamente agli acquisti effettuati nel periodo d’imposta 2019. 

In particolare, allo stato attuale, la maggiorazione del costo è stata suddivisa secondo i seguenti scaglioni:

Maggiorazione

Ammontare dell’investimento

170 %

Fino a 2,5 milioni di euro

100 %

Da 2,5 a 10 milioni di euro

50 %

Da 10 a 20 milioni di euro

Nessuna maggiorazione è fruibile sulla parte di investimenti complessivi eccedente il limite di 20 milioni di euro.

Esempio

Un’impresa effettua nel 2019 degli investimenti agevolabili pari a € 5.000.000 di €.

In questo caso la maggiorazione dell’ammortamento sarà pari a:

2.500.000*170% = 4.250.000

2.500.000*100% = 2.500.000

Totale maggiorazione= 6.750.000

 

In pratica, l'agevolazione consiste in una variazione in diminuzione da effettuarsi in dichiarazione dei redditi in via extracontabile ai fini delle imposte sui redditi (non IRAP) e deve essere fruita:

Per il calcolo dei limiti degli investimenti, necessari per stabilire la maggiorazione applicabile, occorre considerare i nuovi investimenti effettuati dall'1.1.2019, senza considerare quelli oggetto della "vecchia" versione dell'iper-ammortamento effettuati nel termine "lungo" (Risp. AE Videoforum Italia Oggi 23 gennaio 2019; Circ. AE 10 aprile 2019 n. 8 par. 2.3).

Al fine di poter godere dell’iper ammortamento, l’acquisizione del bene deve essere effettuata entro il 31 dicembre 2019 ovvero entro il 31 dicembre 2020, a condizione che entro il 31 dicembre 2019:

  • il relativo ordine sia accettato dal venditore;
  • sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione del bene stesso.

Nello specifico, è possibile fruire dell’agevolazione:

  • a partire dal momento in cui il bene entra in funzione se nello stesso periodo si realizza l’interconnessione;
  • dal periodo d’imposta dell’interconnessione nel caso in cui intervenga in un periodo successivo a quello in cui il bene è entrato in funzione (in questo caso sarà possibile servirsi del super ammortamento per i beni materiali e dell’iper ammortamento dal periodo di imposta in cui si verifica l’interconnessione).

Per individuare l'esatto momento in cui l'investimento si considera realizzato (e, quindi, se lo stesso rientri o meno nel periodo agevolato) è necessario fare riferimento alle regole generali della competenza previste dall'art. 109 TUIR. Pertanto, in caso di acquisto di beni materiali, rileva la data della consegna o spedizione del bene, ovvero, se diversa e successiva, quella in cui si verifica l'effetto traslativo o costitutivo della proprietà o di altro diritto reale. Dal momento di effettuazione dell'investimento deve distinguersi il momento dal quale è possibile fruire del beneficio, legato all'entrata in funzione del bene e all'interconnessione al sistema aziendale.

 

É data la possibilità di continuare ad usufruire del beneficio anche qualora il bene agevolato venga dismesso nel periodo in cui si sta fruendo dell’agevolazione se, nello stesso periodo, l’impresa:

• provveda alla sostituzione del bene originario con un bene strumentale nuovo con caratteristiche tecnologiche simili o superiori a quelle previste dalla tabella A;

• dimostri che abbia effettuato l’investimento sostitutivo, attesti le caratteristiche del nuovo bene e confermi che ci sia interconnessione tra i due beni.

Nel caso in cui il costo di acquisizione dell’investimento sostitutivo sia inferiore al costo del bene originario, il beneficio sarà fruibile fino a quando le quote residue non concorreranno al costo del nuovo investimento.

 

Infine, ai soggetti che beneficiano dell’iper-ammortamento, a decorrere dagli acquisti effettuati dal 1° gennaio 2017, viene riconosciuta una maggiorazione del 40% del costo di acquisizione dei beni immateriali (software, etc.) funzionali alla trasformazione tecnologica in chiave Industria 4.0 (beni ricompresi nell’Allegato B alla legge di Bilancio 2017 L. 232/2016).

Si tratta di software, sistemi, piattaforme e applicazioni connessi a investimenti in beni materiali "Industria 4.0".

Rientrano tra gli investimenti agevolabili anche i software acquistati a titolo di licenza d'uso, sempreché siano iscrivibili, secondo l'OIC 24, nella voce B.I.3 "Immobilizzazioni immateriali" dello Stato patrimoniale.

Nello specifico:

  • il software (rientrante nell'Allegato B) può beneficiare della maggiorazione del 40% a condizione che l'impresa usufruisca dell'iper-ammortamento, indipendentemente dal fatto che il bene immateriale sia o meno specificamente riferibile al bene materiale agevolato;
  • la maggiorazione si concretizza in una deduzione che opera in via extracontabile e che va fruita in misura non superiore al 50% del costo ai sensi dell'art. 103 c. 1 TUIR (Circ. AE 30 marzo 2017 n. 4 par. 6.4);
  • se un bene "Industria 4.0" viene acquistato a un prezzo unitario comprensivo del software necessario per il suo funzionamento, il software "embedded" (vale a dire integrato) è da considerarsi agevolabile con l'iper-ammortamento (ciò in quanto l'elenco dell'Allegato B include software stand alone, quindi non necessari al funzionamento del bene);
  • l'investimento in un solo bene iper-ammortizzabile rende agevolabile anche l'acquisto di più beni immateriali.

 

3. Ambito soggettivo

Da un punto di vista soggettivo, a differenza del super ammortamento (che è rivolto sia a imprese che a esercenti arti e professioni), l’iper ammortamento è applicabile solo alle imprese.

Possono altresì accedere all’agevolazione:

  • le stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di soggetti non residenti, nonché gli enti non commerciali con riferimento all’attività commerciale eventualmente esercitata;
  • le persone fisiche (diverse dagli esercenti arti o professioni) che operano nel c.d. “regime di vantaggio” ai sensi dell’art. 27 c.1 e 2 DL 98/2011;
  • le imprese minori ai sensi dell’art. 66 TUIR che dal 2017 applicano il così detto “regime di cassa”.

Viceversa, ne sono esclusi:

  • coloro che usufruiscono del c.d “regime forfetario” (visto che l’ammontare dei costi sostenuti da tali contribuenti, inclusi quelli relativi all’acquisto di beni strumentali nuovi, è forfetizzato non rilevando quelli effettivamente sostenuti);
  • le imprese marittime che rientrano nel regime previsto dagli artt. 155-161 TUIR (c.d. “tonnage tax”).

 

4. Ambito oggettivo

Al fine di potere beneficiare della predetta maggiorazione, il bene acquisito, oltre che essere nuovo, deve rispettare tutta una serie di requisiti, direttamente stabiliti dalla legge che per la prima volta l'ha introdotta, L. 232/2016, attraverso l’allegato “A”.

Inoltre, visto che la norma parla di maggiorazione, del 150% del costo di acquisizione del bene, così come chiarito anche per il super ammortamento, l’agevolazione spetta ai fini sia della determinazione delle quote di ammortamento, sia della determinazione dei canoni di locazione finanziaria.

Con riferimento all’iper ammortamento, per poter usufruire dell’agevolazione i beni devono rispettare determinate caratteristiche stabilite dalla norma. Nello specifico:

1) in primis è necessario verificare se il bene rientra tra i beni elencati dalla prima parte della tabella “A” allegata alla legge di Bilancio 2017 L. 232/2016. Si tratta dei beni funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale delle imprese in chiave "Industria 4.0", quali:

- i beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati e/o gestito tramite opportuni sensori e azionamento (rientrano in questa categoria i magazzini automatizzati interconnessi ai sistemi gestionali di fabbrica - ad esempio i distributori automatici: si veda in tal senso la Circ. MISE 23 maggio 2018 n. 177355 - e le vending machine);

- i sistemi per l'assicurazione della qualità e della sostenibilità (es. le c.d. “casse automatiche”, se interconnesse al sistema informatico dell’impresa con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program);

- i dispositivi per l'interazione uomo-macchina e per il miglioramento dell'ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica 4.0;

2) successivamente, occorre verificare se il macchinario è dotato di tutte le caratteristiche, come stabilite dalla seconda parte della già richiamata tabella “A”;

3) il terzo step consiste nel riscontrare se il bene possiede almeno due delle caratteristiche elencate nella terza parte della citata tabella “A”.

 

Beni funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello Industria 4.0

Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti

macchine utensili per asportazione

macchine utensili operanti con laser e altri processi a flusso di energia (per esempio plasma, waterjet, fascio di elettroni), elettroerosione, processi elettrochimici

macchine per la realizzazione di prodotti mediante la trasformazione dei materiali o delle materie prime

macchine utensili per la deformazione plastica dei metalli e altri materiali

macchine utensili per l'assemblaggio, la giunzione e la saldatura

macchine per il confezionamento e l'imballaggio

macchine utensili di de-produzione e riconfezionamento per recuperare materiali e funzioni da scarti industriali e prodotti di ritorno a fine vita (per esempio macchine per il disassemblaggio, la separazione, la frantumazione, il recupero chimico)

robot, robot collaborativi e sistemi multi-robot

macchine utensili e sistemi per il conferimento o la modifica delle caratteristiche superficiali dei prodotti o la funzionalizzazione delle superfici

macchine per la manifattura additiva utilizzate in ambito industriale

macchine, strumenti e dispositivi per il carico e lo scarico, la movimentazione, la pesatura e la cernita automatica dei pezzi, dispositivi di sollevamento e manipolazione automatizzati, AGV e sistemi di convogliamento e movimentazione flessibili, e/o dotati di riconoscimento dei pezzi (per esempio Rfid, visori e sistemi di visione)

magazzini automatizzati interconnessi ai sistemi gestionali di fabbrica.

 

Sono altresì agevolabili:

  • per i magazzini automatizzati interconnessi, il costo della scaffalatura asservita dagli impianti automatici di movimentazione (art. 3-quater c. 4 DL 135/2018). Al riguardo, nella Risp. AE 10 ottobre 2019 n. 408, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il costo delle scaffalature relative ai magazzini autoportanti può rientrare nell’agevolazione senza la necessità di allegare una nuova perizia ma con una dichiarazione del legale rappresentante che indichi il costo attribuibile alla scaffalatura che è asservita agli impianti automatici di movimentazione; 
  • le piccole opere murarie e le attrezzature indispensabili per il funzionamento del macchinario e che ne costituiscano normale dotazione.

Per gli investimenti effettuati dopo il 14 luglio 2018, i beni agevolabili devono essere destinati a strutture produttive situate nel territorio nazionale.

Per verificare se un bene è agevolabile o meno, quando vi sono condizioni di obiettiva incertezza in merito all’interpretazione della norma, è possibile presentare un’istanza di interpello all’Agenzia delle Entrate – in base a quanto disposto dall’art. 11 L. 212/2000 (c.d. Statuto dei contribuenti). 

Viceversa, se si tratta di verificare la riconducibilità dei beni tra quelli elencati nell’allegato “A” annesso alla L. 232/2016, è possibile acquisire autonomamente (e conservare) il parere tecnico del Ministero dello Sviluppo economico, senza la necessità di dover presentare un’istanza di interpello all’Agenzia delle Entrate.

Considerando che dispositivi, strumentazione e componentistica intelligente per l'integrazione, la sensorizzazione/interconnessione e il controllo automatico dei processi utilizzati rilevano in maniera autonoma ai fini dell'iper-ammortamento, questi beni possono beneficiare della maggiorazione del 150% anche nel caso in cui vengano contabilizzati ad incremento di beni già esistenti agevolati e che formino oggetto di ammodernamento o revamping (Circ. AE 30 marzo 2017 n. 4 par. 6.1.2).

Sono, viceversa, esclusi dall’agevolazione non solo i beni che non hanno le caratteristiche indicate nell’allegato “A” alla legge di Bilancio per il 2017, ma anche quelli che sono esclusi dal super ammortamento. A titolo esemplificativo sono quindi esclusi:

  • i beni materiali strumentali per i quali il decreto del Ministro delle finanze (DM 31 dicembre 1988) stabilisce coefficienti di ammortamento inferiori al 6,5%;
  • i fabbricati e le costruzioni;
  • i beni di cui all’allegato n. 3 annesso alla legge di stabilità per il 2016 (L. 218/2015).

Per i c.d. “beni complessi”, ossia quelli alla realizzazione dei quali concorrano sia beni nuovi che beni usati, il requisito della “novità” “sussiste in relazione all’intero bene, purché l’entità del costo relativo ai beni usati non sia prevalente rispetto al costo complessivamente sostenuto”.

Questa prevalenza deve essere presente sia nel caso in cui l’acquisto del bene complesso avvenga a titolo derivativo, ossia da terzi, incorporando il bene nuovo anche un bene usato, sia nell’ipotesi di bene realizzato in economia. Nel primo caso dovrà essere necessariamente il cedente ad attestare che il costo del bene usato non è di ammontare prevalente rispetto al costo complessivo facendo godere, così, l’agevolazione all’acquirente sull’intero valore del bene, comprese, quindi, le componenti usate.

Nel secondo caso, ossia di bene costruito in economia, il bene, dotato del requisito della “novità”, può fruire dell’iper ammortamento, sia sul costo afferente alla componente nuova del bene complesso, sia sul costo della componente usata sempreché sostenuto nel periodo agevolato.

Per la determinazione dell’imputazione o meno a incremento del valore del bene, delle spese accessorie, è necessario fare riferimento a quanto stabilito sia dall’art. 110 c. 1 lett. b TUIR sia a quanto stabilito dai principi contabili e, precisamente, dall’OIC 16, “Immobilizzazioni materiali”, tenuto conto del fatto che la legge sull’iper ammortamento non ammette a beneficio, in genere, le “costruzioni”.

Pertanto, tra i costi accessori sono ammissibili i costi di progettazione, i trasporti, i dazi su importazione, i costi di installazione, i costi e onorari di perizie e collaudi, i costi di montaggio e posa in opera, i costi di messa a punto.

 

Il requisito dell’interconnessione

Con riferimento all’iper ammortamento, nella Circ. AE 30 marzo 2017 n. 4/E l'AE ha evidenziato che l’agevolazione è stata introdotta per favorire l’effettuazione di investimenti “che hanno a oggetto macchine intelligenti, interconnesse” e che “Le macchine che possono fruire della maggiorazione in esame sono agevolabili solo nella misura in cui siano utilizzate secondo il paradigma di “Industria 4.0” e non soltanto per le loro caratteristiche intrinseche”.

Per definire un bene “interconnesso” (e, quindi, potere beneficiare dell’iper ammortamento) è necessario e sufficiente che lo stesso bene:

  • scambi informazioni con dei sistemi interni (come, per esempio, il sistema gestionale, i sistemi di pianificazione, i sistemi di progettazione e sviluppo del prodotto, il monitoraggio, anche in remoto, e il controllo, con altre macchine dello stabilimento, e/o con sistemi esterni come, sempre volendo esemplificare, i clienti, i fornitori, i partner nella progettazione e sviluppo collaborativo, altri siti di produzione, supply chain, attraverso un mezzo di un collegamento basato su specifiche che devono essere documentate, “disponibili pubblicamente e internazionalmente riconosciute (esempi: Tcp- Ip, Http, Mqtt ecc.)”);
  • sia identificato in modo univoco, di modo che possa essere riconosciuta l’origine delle informazioni, mediante l’utilizzo di standard di indirizzamento internazionalmente riconosciuti (per esempio: indirizzo IP).

È richiesto, quindi, non solo che il bene possegga le caratteristiche già indicate in precedenza, ma che esso sia anche “interconnesso”.

Al fine di verificare anche la interconnessione, oltre che le caratteristiche del bene nuovo oggetto di iper ammortamento, l’impresa è tenuta a produrre:

  • una dichiarazione resa dal legale rappresentante (ai sensi del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al DPR 445/2000);
  • per i beni aventi ciascuno un costo di acquisizione superiore a 500.000 euro: una perizia tecnica giurata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali ovvero un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato, attestanti che il bene possiede caratteristiche tecniche tali da includerlo negli elenchi di cui all’allegato A o all’allegato B.

Il requisito della interconnessione, quindi, è richiesto direttamente dalla norma e, di conseguenza, la perizia/attestazione di conformità è opportuno sia corredata di un’analisi tecnica che:

  • deve essere realizzata «in maniera confidenziale» dal professionista/Ente certificatore;
  • deve essere conservata presso la sede del beneficiario e resa disponibile a richiesta dell’organo di controllo o a seguito di mandato dell’Autorità giudiziaria;
  • deve contenere i seguenti elementi:

a) descrizione tecnica del bene agevolabile, dimostrando l’inclusione in una delle categorie di cui alle Tabelle A (ovvero B, per i beni immateriali), con indicazione del costo del bene e dei relativi componenti e accessori risultante dalla fattura/altri documenti in caso di leasing;

b) descrizione delle caratteristiche obbligatorie/facoltative del bene strumentale per la fruizione dell’iper ammortamento;

c) verifica del requisito dell’interconnessione;

d) descrizione delle modalità in grado di dimostrare l’interconnessione della macchina/impianto al sistema di gestione della produzione e/o alla rete di fornitura;

e) rappresentazione dei flussi di materiali e/o materie prime/semilavorati/informazioni che definiscono l’integrazione della macchina/impianto nel sistema produttivo dell’utilizzatore (a tale fine potranno essere utilizzate opportune metodologie di rappresentazione quali, per esempio, schemi a blocchi, diagrammi di flusso, risultati di simulazioni).

La dichiarazione del legale rappresentante e l'eventuale perizia devono essere acquisite dall'impresa:

  • entro il periodo di imposta in cui il bene entra in funzione;
  • ovvero, se successivo, entro il periodo di imposta in cui il bene è interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura (in quest'ultimo caso, l'agevolazione sarà fruita solo a decorrere dal periodo d'imposta in cui si realizza il requisito dell'interconnessione.

Ai fini della decorrenza dell'iper-ammortamento, è sufficiente che entro la data di chiusura del periodo d'imposta si proceda al giuramento della perizia medesima, non essendo necessario dimostrare in altri la data certa di acquisizione da parte dell'impresa (Circ. MISE 1 marzo 2019 n. 48160 e Circ. AE 10 aprile 2019 n. 8).

Entro il 31 dicembre il professionista incaricato può anche consegnare all'impresa solo una perizia asseverata, procedendo poi al giuramento della perizia anche nei primi giorni successivi. 
La "tardiva" acquisizione della perizia non pregiudica il diritto all'agevolazione, ma influisce esclusivamente sul momento di fruizione della stessa (Ris. AE 9 aprile 2018 n. 27 e Circ. Assonime 7 febbraio 2018 n. 4).

 

5. Momento di fruizione dell’agevolazione

Per quanto riguarda il momento dal quale è possibile cominciare a usufruire dell’iper ammortamento, oltre a fare fede la data di consegna o spedizione del bene, nonché l’entrata in funzione del bene, per i beni collegati a “industria 4.0” è necessario che venga rispettato il requisito della “interconnessione” del bene stesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

Infatti, soltanto dal momento in cui il bene risulta essere interconnesso, è possibile procedere con l’iper ammortamento ossia con la maggiorazione, ai soli fini fiscali e del processo di ammortamento, del 150% del valore di acquisto del bene ovvero, nel caso di acquisizione in leasing, della maggiorazione della quota capitale della medesima percentuale appena indicata, così come avviene, comunque, per il super ammortamento.

Nel caso in cui il bene entri in funzione ma non risulti essere interconnesso, l’impresa può godere della maggiorazione relativa al super ammortamento fino all’esercizio precedente a quello in cui si realizza l’interconnessione, per poi cominciare a godere dell’iper ammortamento sulla parte di maggiorazione fiscale del 150%, al netto di quanto già ammortizzato in più con il super ammortamento.

 

6. Sostituzione dei beni agevolati

Se nel corso del periodo di fruizione della maggiorazione del costo si dovesse verificare il realizzo a titolo oneroso del bene oggetto dell'iper-ammortamento, la fruizione delle residue quote del beneficio (così come originariamente determinate) non viene meno (art. 1 c. 35 -36 L. 205/2017, richiamato dall'art. 1 c. 64 L. 145/2018).

Quanto sopra vale soltanto a condizione che, nello stesso periodo d'imposta del realizzo, l'impresa: 

  • sostituisca il bene originario con un bene materiale strumentale nuovo avente caratteristiche tecnologiche analoghe o superiori a quelle previste dall'Allegato A alla L. 232/2016;
  • attesti l'effettuazione dell'investimento sostitutivo, le caratteristiche del nuovo bene e il requisito dell'interconnessione secondo le regole previste dall'art. 1 c. 11 L. 232/2016 (dichiarazione del legale rappresentante o perizia tecnica giurata/attestato di conformità).

Se la sostituzione o l'interconnessione avvengono nel periodo di imposta successivo a quello di realizzo del bene originario, non si potrà più fruire delle residue quote della maggiorazione del 150%.

Nel caso in cui il costo di acquisizione del nuovo bene sia inferiore a quello del bene sostituito, la fruizione del beneficio prosegue per le quote residue fino a concorrenza del costo del nuovo investimento.
La riduzione complessiva dell'agevolazione si rifletterà sull'ultima quota (o sulle ultime quote) di iper-ammortamento, senza la necessità di "spalmare" la riduzione su tutte le quote successive alla sostituzione.

 

7. Cessione dei beni agevolati

Per gli investimenti effettuati dopo il 14 luglio 2018, è previsto il recupero dell'iper-ammortamento se nel corso del periodo di fruizione della maggiorazione i beni agevolati dovessero essere, alternativamente (art. 7 c. 2 DL 87/2018):

  • ceduti a titolo oneroso, a prescindere dal luogo di destinazione (Risp. AE Telefisco 31 gennaio 2019 e Circ. AE 10 aprile 2019 n. 8);
  • destinati a strutture produttive situate all'estero, anche se appartenenti alla stessa impresa.

Il recupero avviene attraverso una “variazione in aumento” del reddito imponibile del periodo d'imposta in cui si verifica la cessione a titolo oneroso o la delocalizzazione dei beni agevolati per un importo pari alle maggiorazioni delle quote di ammortamento complessivamente dedotte nei precedenti periodi d'imposta, senza applicazione di sanzioni e interessi.

Esempio

Considerando un bene agevolato acquistato dopo il 14 luglio 2018 ad un costo di 10.000 euro e interconnesso nel 2018 (aliquota di ammortamento civile e fiscale 20%), con iper-ammortamento spettante pari a 15.000 euro, supponendo che tale bene venga ceduto o delocalizzato nel 2020, occorrerà effettuare una variazione in aumento nel modello REDDITI 2021 di 4.500, pari all'iper-ammortamento già fruito (1.500 nel 2018 e 3.000 nel 2019).

Il meccanismo di recapture non si applica:

  • in caso di sostituzione del bene (art. 1 c. 35 -36 L. 205/2017);
  • qualora i beni agevolati siano per loro stessa natura destinati all'utilizzo in più sedi produttive e, pertanto, possano essere oggetto di temporaneo utilizzo anche fuori del territorio dello Stato;
  • nel caso in cui i beni siano ceduti nell'ambito di una cessione d'azienda o di ramo d'azienda (Risp. Agenzia Entrate Telefisco 2019; Circ. AE 10 aprile 2019 n. 8 par. 2.3).
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