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La moto di valore storico non paga la tassa automobilistica anche se ha meno di trent’anni

Niente tassa automobilistica per la moto di particolare interesse storico e collezionistico anche se è stata immatricolata da meno di trent’anni. Lo ha confermato la Cassazione con l’ordinanza del 20 luglio 2018 n. 19421.

 

Nel caso in esame, una Regione ricorreva in Cassazione contro il proprietario di un motociclo storico immatricolato da meno di trent’anni, sostenendo che avesse fruito indebitamente dell’esenzione dalla tassa automobilistica in riferimento all’anno 2004. Secondo gli elenchi della Federazione Motociclistica Italiana, tale motoveicolo rientrava tra quelli di particolare interesse storico e collezionistico, e quindi era meritevole del beneficio fiscale.

 

La Cassazione ha confermato il giudizio della CTR e ha respinto il ricorso della Regione. Sono infatti esentati dal pagamento delle tasse automobilistiche i veicoli ed i motoveicoli, esclusi quelli adibiti ad uso professionale, a decorrere dall’anno in cui si compie il trentesimo anno dalla loro costruzione. Salvo prova contraria, tali veicoli si considerano costruiti nell’anno di prima immatricolazione in Italia o in altro Stato: per gli autoveicoli dell’Automobilclub Storico Italiano (ASI) e per i motoveicoli della Federazione Motociclistica Italiana (FMI) è stato costituito un apposito elenco indicante i periodi di produzione dei veicoli. Per i veicoli di particolare interesse storico e collezionistico, il periodo di esenzione viene esteso portando il termine a vent’anni. Ma quali sono i veicoli di particolare interesse storico e collezionistico? La Cassazione ha ricordato che essi sono:

  • i veicoli costruiti specificamente per le competizioni;
  • i veicoli costruiti a scopo di ricerca tecnica o estetica, anche in vista di partecipazione ad esposizioni o mostre;
  • i veicoli che rivestano un particolare interesse storico o collezionistico in ragione del loro rilievo industriale, sportivo, estetico o di costume.
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