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La vendita di singoli beni strumentali non è cessione di impresa

La Corte di Cassazione, con la sentenza della Quinta Sezione Civile del 12 dicembre 2018 n. 32085 ha sancito che la vendita di beni strumentali all’attività di impresa non costituisce cessione d’azienda.

 

Accolto dunque il ricorso di una imprenditrice. La CTR aveva osservato che «ove sussista una cessione di beni strumentali, atti, nel loro complesso e nella loro interdipendenza, all’esercizio dell’impresa, si deve ravvisare una cessione di azienda». Tuttavia, secondo la Corte di piazza Cavour, il giudice di merito aveva errato la propria valutazione (ritenendo quindi sic et simpliciter la cessione di singoli beni quale cessione di impresa, assoggettabile ad imposta di registro), in quanto non aveva tenuto conto della nozione ampia di trasferimento d’azienda, da intendersi quale trasferimento di beni materiali ed immateriali che, complessivamente, costituiscono un’impresa o parte di una impresa idonea a continuare autonomamente l’attività economica.

 

D’altronde, tale nozione di azienda è pienamente coerente con la disciplina unionale nel sistema IVA: l’articolo 5, comma 8 della sesta direttiva IVA prevede che, nel caso di trasferimento a titolo oneroso o sotto forma di conferimento ad una società di una universalità totale o parziale di beni, gli Stati membri possono considerare l’operazione come non avvenuta e che il beneficiario continua la persona del cedente. E la giurisprudenza unionale continua specificando che il trasferimento di un’azienda o di un suo ramo corrisponde al «trasferimento dell’insieme di beni, materiali ed immateriali, che complessivamente costituiscono un’impresa o una parte di impresa idonea a continuare un’attività economica».

 

 

 

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