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L'Agenzia aggiorna il vademecum su spese sanitarie ed agevolazioni

 

Partendo dai documenti di prassi emanati negli ultimi tempi (circolari nn. 7/E/2017 e 7/E/2018), la versione aggiornata della guida focalizza l’attenzione sulla categoria “spese sanitarie”, evidenziando le diverse tipologie che è possibile riportare nella propria dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF).

 

A partire dal 1° gennaio 2017 è possibile detrarre dall’imposta lorda un importo pari al 19% delle spese sostenute per l’acquisto di alimenti a fini medici speciali inseriti nella sezione A1 del Registro nazionale di cui all’art. 7 del D.M. 8 giugno 2001. Sono esclusi gli alimenti destinati ai lattanti.

La detrazione è attualmente prevista solo per gli anni 2017 e 2018. La spesa va certificata con fattura o scontrino fiscale “parlante”, che deve specificare natura, qualità e quantità dei prodotti acquistati, oltre al codice fiscale del destinatario di questi alimenti.

Dato che la norma è stata introdotta nel corso del 2017 ed è applicabile alle spese sostenute a partire dal 1° gennaio dello stesso anno, se la fattura o gli scontrini non riportano gli elementi richiesti, il contribuente può integrarli indicando il proprio codice fiscale e richiedere al rivenditore un’attestazione dalla quale risulti che il prodotto venduto è riconducibile tra gli alimenti a fini medici speciali, come da indicazione ministeriale.

 

Rispetto ad altri aspetti precisati dall’Agenzia ha fornito con la circolare 7/E del 27 aprile scorso, la Guida ricorda la detraibilità per le prestazioni rese:

  • dai massofisioterapisti che hanno conseguito entro il 17 marzo 1999 il diploma di formazione biennale, a condizione che il titolo sia considerato equivalente alla laurea di fisioterapista.
  • dai terapisti della riabilitazione, ma solo se hanno conseguito il diploma o l’attestato entro il 17 marzo 1999. Questi titoli, infatti, sono considerati equipollenti a quelli universitari di fisioterapista, logopedista, terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva e terapista occupazionale.
  • dal massaggiatore capo bagnino degli stabilimenti idroterapici, purché vi sia una prescrizione medica che dimostri il collegamento tra la prestazione e la patologia.
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