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L'assegnazione dei beni ai soci sotto la lente dell'ARR

L’Accademia Romana di Ragioneria, con la nota operativa n. 11 diffusa nella giornata di ieri, ha commentato la disciplina dell’assegnazione dei beni ai soci alla luce dei  principali chiarimenti forniti dall’amministrazione finanziaria.

 

Come noto, sottolinea l’ARR, con le circolari n. 26/2016 e n. 37/2016, l’Agenzia delle Entrate si è pronunciata sulla disciplina dell’assegnazione/cessione dei beni ai soci, introdotta dalla Legge di Stabilità 2016.

 

Con i suindicati provvedimenti, sottileano dall'Accademia, sono state confermate le principali interpretazioni di carattere generale fornite dalla dottrina, nonché dalla stessa ARR (con la nota operativa 6/2016 che affrontava l’argomento esclusivamente nell’ottica della società assegnante), ed è stato affrontato il tema riguardante gli effetti in capo ai soci assegnatari/cessionari dei beni.

 

Proprio con riferimento alla posizione dei soci, ricorda l’ARR, vi erano alcuni dubbi interpretativi che avrebbero potuto influenzare la scelta dell’agevolazione in oggetto. Per tale ragione l’Accademia ha scelto di pubblicare la nota operativa n. 11 affrontando la normativa nell’ottica del socio assegnatario.

 

Con l’elaborato, l’ARR si è prevalentemente soffermata sui seguenti aspetti della disciplina:

 

  • I principali chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate;
  • Tipologie di assegnazioni;
  • Assegnazione con distribuzione di riserve di capitale, conseguenze per i soci di società di capitali;
  • Assegnazione con distribuzione di riserve di utile.
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