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Le comunicazioni previste dal FATCA

27 Novembre 2019 |

L. 95/2015
DM 6 agosto 2015

Fiscalità internazionale

La legge statunitense emanata in data 18 marzo 2010 (c.d. FATCA – “Foreign Account Tax Compliance Act”) ha dato luogo ad un accordo intergovernativo, vigente dal 2014, il quale prevede l’obbligo per le istituzioni finanziarie non statunitensi di comunicare all’Amministrazione fiscale statunitense le informazioni riguardanti i conti finanziari detenuti presso di esse da cittadini statunitensi e da soggetti fiscalmente residenti negli Stati Uniti d’America.

In sintesi, questa attività comporta l’obbligo degli Istituti Finanziari di:

- implementare procedure idonee ad identificare le varie tipologie di titolari di conto FATCA rilevante (c.d. status FATCA), identificando in primis i clienti con cittadinanza/residenza fiscale USA, distinguendoli da quelli non USA;

- classificare tra i “recalcitranti” i titolari di conto per cui non è possibile accertare la cittadinanza/residenza o che comunque non sono in grado di fornire tutta la documentazione richiesta dalla normativa;

- di segnalare all’Agenzia delle Entrate con cadenza annuale i titolari dei conti finanziari rilevanti a fini FATCA, il saldo o valore al 31 dicembre dell’anno di riferimento (o alla data in cui il conto è chiuso, se in corso d’anno) nonché i pagamenti effettuati a valere su ciascun conto finanziario ed i corrispettivi lordi derivanti dalla vendita di asset del conto finanziario (in via ordinaria il reporting va effettuato entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello di riferimento, salvo proroghe, e l’Agenzia delle entrate comunica i dati al Fisco USA entro il successivo 30 settembre);

- applicare dal 2015 una ritenuta del 30% sui seguenti pagamenti di fonte USA eseguiti a favore di clienti recalcitranti o altri istituti finanziari non aderenti a FATCA (es. istituti in Stati senza IGA che non aderiscono via accordo privatistico con il Fisco USA a FATCA):

  • interessi, dividendi, canoni, salari, compensi ed in generale qualsiasi provento in misura determinata o determinabile;
  • corrispettivi lordi da smobilizzo di asset che possono produrre interessi o dividendi di fonte USA.

 

In ambito domestico, questa normativa è stata recepita con la L. 95/2015 e il successivo DM 6 agosto 2015, attraverso i quali l’Italia, oltre a ratificare l’accordo sulla normativa FATCA con gli USA, ha introdotto nel nostro ordinamento le disposizioni e gli adempimenti necessari ai fini dell’attuazione dello scambio automatico di informazioni derivanti da altri accordi e intese tecniche con Paesi esteri secondo lo Standard OCSE.

Ai fini dell’applicazione della normativa FATCA, le holding non costituiscono una categoria autonoma ma, previo possesso di determinati requisiti, possono essere classificate tra le “entità di investimento” (c.d. “financial institution”). In tal senso, l’art. 1 punto 5 DM 6 agosto 2015 definisce la “holding company” come un’entità la cui attività principale consiste nella detenzione, diretta o indiretta, di tutte o parte delle quote o azioni di uno o più membri del proprio Expanded Affiliated Grou(si ricorda che il concetto di “Expanded Affiliated Group” è assimilabile a quello del gruppo societario dove un’entità - società - controlla le altre entità, ovvero le entità sono soggette a controllo comune).

 

Nello specifico, ai fini FATCA, una holding può essere classificata tra le “Financial Institution” previa sussistenza delle seguenti tre condizioni:

  • l’attività principale deve consistere nella detenzione di oltre il 50% dei diritti di voto e del valore delle quote o azioni di una o più società controllanti uno o più Expanded Affiliated Group
  • la principale attività economica deve consistere nell’attività di investimento, amministrazione o gestione di denaro o attività finanziarie ovvero nella negoziazione di strumenti del mercato monetario, valuta estera, strumenti finanziari su cambi, su tassi d'interesse e su indici, di valori mobiliari o di future su merci;
  • il reddito lordo derivante da queste attività è uguale o superiore al 50% del reddito lordo che è stato rilevato nel triennio che scade il 31 dicembre dell'anno precedente a quello in cui viene effettuata la determinazione o, se inferiore, nel periodo di esistenza della società (al fine del calcolo della percentuale, deve essere considerato il reddito dell’intero periodo e non il reddito dei singoli anni che compongono il triennio - Nota DF 1° settembre 2016 prot. 294).

In deroga a quanto sopra, ai sensi dell’art. 6 DM 6 agosto 2015, sono esclusi dalle IFI (Italian Financial Institution) - e quindi dagli adempimenti previsti ai fini FATCA - i soggetti che sono in grado di rispettare le seguenti condizioni:

- sono membri di un gruppo non finanziario: è tale un Gruppo (Expanded Affiliated Group) in cui, nel triennio precedente la determinazione Fatca, ricorrono congiuntamente le seguenti condizioni: 1) il reddito lordo del gruppo (senza considerare le transazioni infragruppo) è costituito per non più del 25% da redditi passivi; 2) non più del 5% del reddito lordo del gruppo è attribuibile a membri del gruppo che sono Istituzioni Finanziarie, escluse le transazioni infragruppo; 3) non più del 25% del valore delle attività patrimoniali del gruppo è costituito da attività che producono o che sono detenute per la produzione di redditi passivi; 4) le Istituzioni Finanziarie che partecipano al gruppo sono Istituzioni finanziarie italiane tenute alla comunicazione FATCA (Reporting Italian Financial Institution), Istituzioni finanziarie italiane non tenute alla comunicazione FATCA (no reporting Italian Financial Institution), Istituzioni finanziarie estere partecipanti (Participating Foreign Financial Institution) o Istituzioni finanziarie estere considerate adempimenti agli obblighi FATCA (Deemed Compliant Foreign Financial Institution)); 

- non sono una istituzione di deposito e custodia, salvo che non svolgano queste funzioni esclusivamente tra i membri del proprio Expanded Affiliated Group;

- sono una holding company ovvero un centro di tesoreria o una captive finance company le cui attività consistono essenzialmente nello svolgimento delle seguenti attività:

  • se trattasi di un centro di tesoreria: effettuazione di investimenti, operazioni di copertura e transazioni finanziarie con o per membri del proprio Expanded Affiliated Group con lo scopo di:

1) gestire il rischio di variazioni di prezzo o di fluttuazioni valutarie rispetto a beni che sono o saranno detenuti dall’ Expanded Affiliated Group o da membri dello stesso;

2) gestire il rischio di variazioni di tassi di interesse, di variazioni di prezzi o di fluttuazioni valutarie rispetto ai prestiti che sono stati o che saranno effettuati da parte di membri dell’Expanded Affiliated Group o da membri dello stesso;

3) gestire il rischio di variazioni di tassi di interesse, di variazioni di prezzi o di fluttuazioni valutarie rispetto ad attività o passività che devono essere registrate nel bilancio dell’Expanded Affiliated Group o da membri dello stesso;

4) gestire il capitale circolante dell’Expanded Affiliated Group o da membri dello stesso investendo o effettuando operazioni di compravendita di attività finanziarie esclusivamente per conto e a rischio proprio o di membri del suo Expanded Affiliated Group;

5) agire in qualità di veicolo di finanziamento per prendere a prestito fondi per il suo Expanded Affiliated Group o per membri dello stesso. In ogni caso non si considera centro di tesoreria, ai fini della esclusione di cui trattasi, l’entità in cui qualsiasi quota del suo capitale di rischio o di debito è detenuta da soggetti diversi da membri dell’Expanded Affiliated Group ed il valore di rimborso o di riscatto ovvero il rendimento ottenuto sulle predette quote è determinato principalmente facendo riferimento alle attività di investimento, copertura, finanziamento effettuate dal centro di tesoreria per soggetti esterni al suo Expanded Affiliated Group ovvero per qualsiasi membro del suo Expanded Affiliated Group che è una IE o una passive NFFE; 

  • se trattasi di una captive finance company: effettuazione di investimenti, inclusa l’estensione del credito o di operazioni di leasing con o per conto di fornitori, distributori, intermediari, franchisee o clienti di tale entità o di qualsiasi membro del proprio Expanded Affiliated Group2 che è una Active NFFE.

 

Un’altra ipotesi in cui l’entità non è considerata una IFI (Italian Financial Institution) è quella in cui essa fa parte di un gruppo composto esclusivamente da RIFI, NRIFI, RDCFFI, CDCFFI, PFFI, limited FFI o limited branch come definite nei pertinenti regolamenti del Tesoro statunitense a condizione che:

- l’entità non intrattenga alcun conto finanziario, ad eccezione di quelli intrattenuti con il proprio Expanded Affiliated Group; 

- l’entità non detenga un conto presso, o riceva pagamento da qualsiasi FI che non è un membro del proprio Expanded Affiliated Group;  

- l’entità corrisponda pagamenti di fonte statunitense sui quali è applicabile il prelievo alla fonte esclusivamente a membri del proprio Expanded Affiliated Group diversi da una limited FFI o una limited branch come definite nei pertinenti regolamenti del Tesoro statunitense; 

- l’entità non sia tenuta, per conto proprio o per conto di qualsiasi altra FI, compreso un membro del proprio Expanded Affiliated Group ad adempiere agli obblighi di comunicazione o di applicazione del prelievo alla fonte sui pagamenti di fonte statunitense.

 

Nei casi sopra delineati:

- l’entità è considerata “Holding di gruppo non finanziario” (in quanto tutte le attività del gruppo consistono essenzialmente nella detenzione, in tutto o in parte, delle consistenze dei titoli e nella fornitura di finanziamenti e servizi a una o più controllate impegnate nell’esercizio di un’attività economica o commerciale diversa dall’attività di un’istituzione finanziaria);

- non essendo considerato una istituzione finanziaria, non sussistono gli obblighi di comunicazione all’Agenzia delle Entrate ai fini FATCA e di adeguata verifica ai fini fiscali ed acquisizione di dati su conti finanziari e su taluni pagamenti.

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