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Liquidazione del patrimonio, è il sovraindebitato a esercitare l’opzione per l’imponibilità

Nell’ambito del procedimento di liquidazione del patrimonio previsto dalla L. n. 3/2012, il soggetto legittimato all’esercizio dell’opzione per l’imponibilità (art. 10, comma 8-ter, D.P.R. n. 633/1972) è il sovraindebitato, in quanto titolare del diritto di proprietà sul bene oggetto di cessione, e non il liquidatore. A chiarirlo è la Risposta n. 104 diramata ieri dalle Entrate a fronte dell’interpello presentato da un liquidatore.

 

Il caso

L’istante è il liquidatore nominato dal Tribunale con il provvedimento di conversione della procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento, a carico di un imprenditore agricolo, in liquidazione del patrimonio di quest’ultimo. In ottemperanza all’incarico ricevuto, l’istante ha assunto l’amministrazione del suddetto patrimonio, provvedendo a porre in essere le procedure competitive di liquidazione dello stesso. Poiché nel patrimonio del sovraindebitato sono compresi alcuni beni immobili per i quali è possibile esprimere, nell’atto di cessione, l’opzione per l’imponibilità di cui al menzionato art. 10, l’istante chiede alle Entrate di conoscere quale sia il soggetto che possa legittimamente esercitare tale facoltà, il sovraindebitato o il liquidatore del patrimonio.

 

La risposta delle Entrate

Premesso che il decreto di apertura della liquidazione del patrimonio è equiparato dall’art. 14-quinquies L. n. 3/2012 “all’atto di pignoramento” e determina, quindi, un’indisponibilità relativa dei beni da liquidare, le Entrate chiariscono che con tale provvedimento “il giudice ordina, altresì, lo spossessamento degli stessi in favore del liquidatore”. “Se per effetto di tale spossessamento – aggiungono - il debitore perde il potere di disposizione e di amministrazione del suo patrimonio, lo stesso ne conserva la titolarità giuridica e, conseguentemente, la soggettività passiva d’imposta, finché non si perfeziona la cessione dei singoli beni a favore di soggetti terzi. Ciò sembra trovare conferma nel fatto che la L. n. 3/2012 non riconosce espressamente in capo al liquidatore una soggettività, anche fiscale, diversa e alternativa a quella del sovraindebitato o, comunque, non gli attribuisce una rappresentanza fiscale dello stesso”. Pertanto, conclude l’Amministrazione finanziaria, “il soggetto legittimato all’esercizio dell’opzione di cui all’art. 10, comma 8-ter, D.P.R. n. 633/1972 deve riconoscersi nel sovraindebitato, in quanto titolare del diritto di proprietà sul bene oggetto di cessione”.

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