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Liti tributarie, stop ai rimbalzi di responsabilità tra esattore ed ente impositore

In tema di riscossione delle imposte, il fatto che il contribuente abbia individuato nell'esattore il legittimato passivo nei cui confronti dirigere la propria impugnazione non determina l'inammissibilità della domanda, gravando sullo stesso agente di riscossione l'onere di chiamare in giudizio l'ente impositore, se non vuole rispondere dell’esito della lite. Sicché, anche in ragione dell'estraneità del contribuente al rapporto di responsabilità tra l'esattore e l’ente impositore, l'interessato potrà proporre l’azione indifferentemente nei confronti dell’uno o dell'altro soggetto, senza che tra costoro si realizzi un’ipotesi di litisconsorzio necessario.

 

Muovendo da questo sacrosanto principio fissato dalle Sezioni Unite (sentenza della Cass., 25 luglio 2007, n. 16412), i Giudici della Seconda Sezione Civile, con la sentenza n. 14125 dello scorso 11 luglio, hanno respinto il ricorso fondato su questioni di legittimità passiva e litisconsorzio necessario presentato da Equitalia.

 

Nel caso di specie, il contribuente agiva in opposizione a una cartella esattoriale prima davanti al Giudice di Pace e poi, in fase di gravame, davanti al Tribunale. In entrambi i casi si costituiva il solo Comune. Accolta la sua impugnazione, il Tribunale dichiarava la nullità della cartella esattoriale (per via di dei vizi della notifica) e condannava sia il Comune che Equitalia al pagamento delle spese processuali.

 

Ora i Giudici di Cassazione confermano questa decisione: per la Seconda Sezione la legittimazione dell'esattore sussiste senz'altro anche nel caso in cui sia stata proposta opposizione all' esecuzione e ciò per due ordini di ragioni. Per un verso, l'atto di esecuzione (o che preannuncia l'esecuzione) è posto in essere proprio dall'agente di riscossione; per altro verso, l’esattore è da considerare, in linea generale, legittimato passivo nell'azione proposta dal destinatario della sanzione in base alla disciplina dei servizi di riscossione. E ancora, per la Corte, “l’agente deve rispondere nei confronti dell’opponente vittorioso, delle spese processuali.    

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