News

Manovra 2020: il nuovo credito d'imposta Formazione 4.0

14 Gennaio 2020 | Legge di Bilancio 2020 – Fisco

La Legge di Bilancio 2020 ha modificato la disciplina del credito d'imposta formazione 4.0 con tre interventi (art. 1 c. 210-217 L. 160/2019):

  • prorogando la disciplina agevolativa al 2020 (periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019);
  • rimodulano i limiti massimi annuali;
  • eliminano l’obbligo di disciplinare espressamente lo svolgimento delle attività di formazione attraverso contratti collettivi aziendali o territoriali.

Proroga al 2020

Le nuove disposizioni prevedono che il credito d'imposta per le spese di formazione del personale dipendente finalizzate all'acquisizione o al consolidamento delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la trasformazione tecnologica e digitale previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0, si applichi anche alle spese di formazione sostenute nel periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019. Il beneficio pertanto è prorogato al 2020.

 

Nuovi limiti e altre novità

Le norme aggiornate rimodulano il limite massimo annuale del credito da applicarsi secondo la dimensione delle imprese, stabilendo gli importi indicati in tabella.

Dimensione impresa

Misura credito d'imposta

Limite massimo annuale

Piccole imprese

50% spese ammissibili

300.000 euro (confermato il limite previgente)

Medie imprese

40% spese ammissibili

250.000 euro (limite previgente a 300.000 euro)

Grandi imprese

30% spese ammissibili

250.000 euro (limite previgente a 200.000 euro)

Per tutte le imprese, qualunque sia la dimensione, la misura del credito d'imposta è aumentata al 60% nel caso in cui i destinatari delle attività di formazione ammissibili rientrino nelle categorie dei lavoratori dipendenti svantaggiati o ultra-svantaggiati, restano fermi, invece, i limiti massimi annuali.

 

Le disposizioni della Legge di Bilancio prevedono, inoltre, che, ferma restando l'esclusione delle imprese in difficoltà (Decreto 4 maggio 2018), la disciplina del credito d'imposta non si applichi alle imprese destinatarie di sanzioni interdittive. L'effettiva fruizione del credito d'imposta è comunque subordinata alla condizione che l'impresa non sia destinataria di sanzioni interdittive e risulti in regola con le normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e con gli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

 

Altra novità riguarda il caso in cui le attività di formazione siano erogate da soggetti esterni all'impresa: in tale ipotesi si considerano ammissibili al credito d'imposta, oltre alle attività commissionate ai soggetti di cui all'art. 3 c. 6 DM 4 maggio 2018 (soggetti accreditati per lo svolgimento di attività di formazione finanziata presso la regione o provincia autonoma, università, pubbliche o private o strutture ad esse collegate, soggetti accreditati presso i fondi interprofessionali e soggetti in possesso della certificazione di qualità in base alla norma Uni En ISO 9001:2000 settore EA 37), anche le attività commissionate agli Istituti tecnici superiori.

 

La disciplina rivista prevede, infine, che il credito d'imposta sia utilizzabile, a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello di sostenimento delle spese ammissibili, esclusivamente in compensazione e che non può formare oggetto di cessione o trasferimento neanche all'interno del consolidato fiscale. Le imprese che si avvalgono del credito d'imposta sono tenute ad effettuare una comunicazione al MISE (un apposito decreto di prossima emanazione stabilirà il modello, il contenuto, le modalità e i termini di invio della comunicazione).

 

Eliminazione obbligo contratti collettivi

Le nuove disposizioni eliminano l’obbligo di disciplinare espressamente lo svolgimento delle attività di formazione in contratti collettivi aziendali o territoriali. Più nello specifico, continuano ad applicarsi, in quanto compatibili, le disposizioni contenute nel citato DM 4 maggio 2018 ad eccezione della condizione concernente la stipula e il deposito dei contratti collettivi aziendali o territoriali presso l'Ispettorato territoriale del lavoro competente, non più necessari ai fini del riconoscimento del credito d'imposta.

Leggi dopo