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Nel 2017 arriva l’APE, il prestito pensionistico

La Legge di Bilancio 2017 (ai commi 166-186)  introduce l’APE, acronimo di "Anticipo Pensionistico", progetto sperimentale che dal 2017 consentirà a chi ha raggiunto almeno i 63 anni di età di anticipare il proprio pensionamento.

 

La finestra è aperta tra il 1° maggio 2017 e il 31 dicembre 2018, a patto che si abbiano almeno 20 anni di contributi sulle spalle (e che si possa accedere alla pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi) e una pensione non inferiore a 700 euro al mese (1,4 volte il trattamento minimo previsto nell'assicurazione generale obbligatoria).

 

Come funziona? L’APE, che può essere richiesto a patto di essere iscritti all'assicurazione generale obbligatoria, alle forme sostitutive ed esclusive della medesima e alla gestione separata INPS, è nient’altro che un prestito corrisposto a quote mensili per 12 mensilità fino alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia. Essendo un prestito, andrà restituito: ciò avverrà a partire dalla maturazione al diritto alla pensione di vecchiaia, con rate di ammortamento mensili per una durata di 20 anni. Sono esclusi dall’APE coloro i quali sono già titolari di un trattamento pensionistico diretto.

 

Per accedere all’APE, il soggetto richiedente dovrà presentare una domanda all’INPS, il quale verificherà il possesso dei requisiti, certificherà il diritto e comunicherà al soggetto richiedente l’importo minimo e massimo dell’APE ottenibile. La cui durata minima ottenibile è di sei mesi, mentre l’entità minima e massima dell’APE saranno determinate da un D.P.C.M. che sarà emanato nei prossimi mesi.

 

Entro il 10 settembre 2018 il Governo è tenuto a trasmettere alle Camere una relazione sui risultati delle sperimentazioni relative all’APE.

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