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Nessun abuso per la scissione parziale non proporzionale di una società immobiliare

L’operazione di scissione parziale non proporzionale di una società, per permettere ai soci il proseguimento dell’attività di locazione e gestione immobiliare ma non per ottenere indebiti vantaggi fiscali, deve considerarsi legittima. Così l’Agenzia delle Entrate con la Risposta n. 106, pubblicata ieri, con la quale il Fisco ha fornito un chiarimento ad una società di compravendita di immobili, la quale chiedeva un parere in merito alla liceità di un’operazione di scissione parziale, al seguito della quale essa continuerà a svolgere la propria attività, mentre gli immobili saranno gestiti da due nuove beneficiarie.

 

Secondo la società istante, l’operazione rispetta le disposizioni normative e i principi dettati dall’ordinamento tributario e non aggira alcuna disposizione normativa o principio tributario, non essendo volta alla realizzazione di un vantaggio fiscale indebito.

 

Così anche per l’Agenzia delle Entrate, che ha specificato come, «sulla base delle dichiarazioni e delle affermazioni dell’istante nonché dell’analisi del contenuto dell’istanza di interpello e della relativa documentazione integrativa sinteticamente riportate nell’esposizione del quesito, si ritiene che l’operazione di scissione societaria prospettata non comporti il conseguimento di alcun vantaggio fiscale indebito, non ravvisandosi alcun contrasto con la ratio di disposizioni fiscali o con i principi dell’ordinamento tributario. La scissione parziale non proporzionale in esame appare, infatti, un’operazione fisiologica finalizzata a consentire agli attuali soci di proseguire separatamente l’attività di locazione e gestione immobiliare. Rimane fermo che l’operazione di scissione dovrà essere effettuata nel rispetto delle prescrizioni normative contenute nell’art. 173 del T.U.I.R. e delle ulteriori disposizioni contenute nel T.U.I.R. destinate a disciplinare la fiscalità dei soci. Per quanto attiene all’imposta di registro, si è dell’avviso che l’operazione prospettata, per le medesime ragioni sopra esposte, non comporti il conseguimento di alcun vantaggio fiscale “indebito”».

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