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Niente IRAP per il revisore senza dipendenti

 

Niente IRAP per il revisore senza dipendenti, anche se con un reddito elevato. È quanto sostiene la Corte di Cassazione, con l’ordinanza del 15 marzo 2018 n. 6439.

 

I Giudici di legittimità, con tale pronuncia, hanno accolto il ricorso dell’uomo, che impugnava la sentenza d'Appello. Era infatti «incontroverso» che il revisore non occupasse alcun collaboratore alle proprie dipendenze e, in merito ai beni strumentali, avesse «prodotto il registro dei beni ammortizzabili onde consentire al Giudice di merito di verificare quanto dedotto circa il loro valore residuo». Il giudice di seconde cure, infatti, avrebbe dovuto verificare la sussistenza eventuale dell’autonoma organizzazione osservando non soltanto i costi sostenuti dal professionista per lo svolgimento della sua attività, ma anche esaminando la loro natura per certificare se si trattasse di spese riferite ad una struttura organizzata.

 

I Giudici di legittimità hanno quindi ricordato che, come definito dall’ormai storica sentenza di Sezioni Unite n. 9451/2016, il presupposto dell’autonoma organizzazione, necessario per l’imposizione IRAP, ricorre quando il contribuente sia «responsabile, sotto qualsiasi forma, dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse» ed «impieghi beni strumentali eccedenti […] il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell’impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segreteria ovvero meramente esecutive».

 

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