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Niente liticonsorzio tra titolare e collaboratori dell’impresa familiare

Escluso il liticonsorzio tra titolare dell’impresa familiare e collaboratori, nel giudizio di impugnazione dell’avviso di accertamento: la natura dell’impresa è infatti di natura individuale e i familiari non sono i contitolari, bensì i semplici collaboratori. È questa la posizione della Suprema Corte con l’ordinanza del 22 dicembre 2017 n. 30842, con la quale gli Ermellini hanno rigettato il ricorso della titolare di un’impresa familiare.

 

Secondo la CTR, la donna aveva un’attività di compravendita di auto usate, come aveva d’altronde accertato l’Ufficio delle Entrate; non era, quindi, una semplice attività di intermediazione, come sostenuto dai legali della ricorrente. Veniva inoltre evidenziato dalla Commissione Tributaria che la necessità del liticonsorzio non era stata rappresentata in sede di ricorso, con conseguente inammissibilità della relativa eccezione. La signora risultava dunque l’unica titolare dell’impresa familiare e destinataria dell’avviso di accertamento; come logica conseguenza, ne derivava che lei sola rispondeva dell’attività dell’impresa.

 

La donna, però, sosteneva che tutti i partecipanti dell’impresa erano soggetti all’accertamento, di tipo unitario. Ciò però non ha trovato l’accoglimento della Corte, in virtù del fatto che i familiari che prestano attività lavorativa nell’impresa familiare sono i semplici collaboratori e non i contitolari, sicché i compensi da loro percepiti sono qualificabili some semplici redditi di puro lavoro, non assimilabili a quelli di impresa.

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