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Non pagano l’imposta pubblicitaria le insegne sulle cabine fototessera automatiche

I distributori automatici di cibi o bevande, così come le cabine fototessera automatiche, non possono ricondursi al concetto di sede legale dell’impresa a cui si riferiscono, escludendo inoltre un qualsiasi tipo di rapporto pertinenziale con la sede della società (Cass. 9 dicembre 2019 n. 32086).

 

Accolto dalla Cassazione il ricorso di una s.p.a. che rappresentava un appello con il quale impugnava l’avviso di accertamento per imposta pubblicitaria dell’anno 2015 relativa alle cabine fototessera presenti sul territorio di un dato Comune; secondo il Fisco, i mezzi pubblicitari oggetto di accertamento erano riconducibili al concetto di insegna.

 

La Cassazione ha tuttavia ricordato che: «L’imposta non è dovuta per le insegne di esercizio di attività commerciali e di produzione di beni o servizi che contraddistinguono la sede ove si svolge l’attività cui si riferiscono, di superficie complessiva fino a 5 metri quadrati. I comuni, con regolamento adottato ai sensi dell’art. 52 D.Lgs. 446/97, possono prevedere l’esenzione dal pagamento dell’imposta per le insegne di esercizio anche di superficie complessiva superiore al limite di cui al periodo precedente». Nel caso di specie, inoltre, andava esclusa l’applicazione della norma in quanto le cabine fotografiche automatiche sulle quali erano posti i pannelli pubblicitari non potevano essere identificate come sede dell’impresa.

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