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Novità dell’IFRS 16

13 Dicembre 2019 |

Circ. Assonime 6 dicembre 2019 n. 26

IAS/IFRS

La Circ. Assonime 6 dicembre 2019 n. 26 ha esaminato la nuova contabilizzazione dell’IFRS 16 e le relative regole di determinazione della base imponibile IRES ed IRAP dettate dal DM 5 agosto 2019.

Con il nuovo principio contabile IFRS 16 viene rivoluzionata la modalità di rilevazione dei contratti di leasing da parte delle imprese locatarie IAS adopter.

Anche per i contratti di locazione ordinaria, affitto o noleggio è imposta l’adozione di un nuovo modello in base al quale il locatario acquisisce una tantum un diritto d’uso di durata pluriennale, da iscrivere tra le attività e oggetto di ammortamento, a fronte dell’accensione di una passività finanziaria che genera interessi passivi.

Si assiste ad un’estensione del metodo finanziario dello IAS 17: ogni contratto di locazione dà luogo presso l’utilizzatore all’acquisizione di un diritto all’utilizzo del bene da indicare come asset in bilancio (c.d. Right of Use o ROU).

Al contempo, l’utilizzatore deve evidenziare una passività finanziaria (c.d. lease liability) corrispondente al valore attuale dei pagamenti dovuti in futuro per assicurarsi la disponibilità del bene.

Con il nuovo principio contabile IFRS 16 viene, inoltre, superata la distinzione tra leasing operativi e leasing finanziari che, in passato, sulla base dello IAS 17, era affidata all’apprezzamento di una serie di indicatori e di circostanze che lasciavano ampi spazi di discrezionalità ai redattori dei bilanci, tanto da pregiudicarne la comparabilità.

Con il precedente principio IAS 17 poteva accadere che contratti di identico contenuto venivano classificati diversamente dalle imprese utilizzatrici e che il medesimo contratto poteva essere considerato come leasing finanziario dal concedente e come leasing operativo dall’utilizzatore (o viceversa), con la conseguenza che il bene non veniva rappresentato in nessuno dei due bilanci o in entrambi.

 

Aspetti fiscali

Sul piano fiscale, i criteri di neutralità (art. 13 D.Lgs. 38/2005) si applicano anche in caso di cambiamento dei principi contabili IAS/IFRS già adottati, con la conseguente irrilevanza del ripristino dei costi già dedotti (o della cancellazione di quelli già iscritti in bilancio) e della riduzione di valore di fondi accantonamento già dedotti.

La continuità del regime fiscale pregresso si applica quando, in caso di attribuzione di valenza fiscale, per derivazione, alla nuova rappresentazione contabile, si genera una doppia tassazione/deduzione o un salto d’imposta.

Diversamente, l’operazione in corso alla data di prima applicazione del nuovo principio non è da assoggettare al regime transitorio, ma fin da subito ai nuovi criteri di rappresentazione contabile (Circ. AE 10 luglio 2009 n. 33/E; Circ. Assonime 23 settembre 2009 n. 39).

Nel caso di attivazione del regime transitorio occorre ricostruire le vicende reddituali delle operazioni pregresse in doppio binario con una gestione delle divergenze tra valori contabili e fiscali che può risultare gravosa.

A tal proposito, si può ricorrere ad eventuali opzioni di riallineamento (art. 15 DL 185/2008):

- in via preliminare e autonoma è possibile riallineare i disallineamenti relativi al ripristino di ammortamenti, rettifiche di valore, all’eliminazione di fondi accantonamento dedotti (e ai diversi criteri di valutazione dei beni fungibili), tramite il pagamento di un’imposta sostitutiva dell’IRES e dell’IRAP del 16% (art. 1 c. 48 L. 244/2007);

- per le altre divergenze tra valori civili e fiscali:

  • con il cd. metodo del saldo globale, viene in rilievo la somma algebrica delle differenze tra valori contabili e fiscali dovute ai nuovi criteri di rappresentazione contabile. Se il saldo è positivo è assoggettato a tassazione con aliquota ordinaria IRES ed IRAP, mentre se è negativo il relativo importo è dedotto, ai fini IRES ed IRAP, in quote costanti e in un arco temporale non inferiore a 5 anni (coincidente con quello dell’operazione di durata più lunga tra quelle oggetto di riallineamento);
  • con il cd. metodo per singole fattispecie, in cui le divergenze relative ad ogni singola operazione sono riallineate con il pagamento di un’imposta sostitutiva dell’IRES e dell’IRAP del 16% se il saldo di tali differenze sia positivo, mentre se è negativo rimane indeducibile. 

 

Circ. Assonime 6 dicembre 2019 n. 26

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