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Novità depositi IVA, arrivano le prime istruzioni per le dichiarazioni d’intento

Arrivano le prime indicazioni per gli esportatori abituali che effettuano l’estrazione di beni da deposito IVA senza pagamento dell’imposta prevista dal comma 6 dell’art. 50-bis D.L. 331/93 così come riformulato dal Decreto Fiscale. L’Agenzia delle Entrate ha diffuso ieri una Risoluzione, la n. 35/E, volta a fornire alcuni chiarimenti operativi in vista dell’imminente entrata in vigore delle nuove disposizioni, il prossimo 1° aprile.

 

In particolare, l’Amministrazione finanziaria, con riguardo a tale ipotesi specifica, ha precisato le modalità di compilazione e di presentazione delle dichiarazioni d’intento (il cui Modello, si ricorda, è stato sostituito lo scorso 2 dicembre 2016), e ha fornito alcuni chiarimenti circa l’utilizzo del plafond. Sempre ieri, è stata inoltre pubblicata la bozza della dichiarazione sostitutiva di atto notorio con la quale le imprese «affidabili» devono attestare il possesso dei relativi requisiti.

 

Compilazione

 

Secondo quanto indicato dalla nuova Risoluzione, l’esportatore abituale deve compilare una dichiarazione d’intento per ogni singola estrazione, indicando come destinatario della stessa il gestore del deposito. «Nella Sezione “Destinatario della dichiarazione” del modello – si legge nel documento di prassi - vanno indicati il codice fiscale, la partita IVA e la denominazione del gestore del deposito IVA. L’importo dell’estrazione, calcolato come indicato nel primo periodo del comma 6 dell’art. 50-bis, deve essere inserito nel modello nella Sezione “Dichiarazione” - campo 1 “una sola operazione per un importo fino a euro”.».

 

Presentazione/verifica della trasmissione

 

La dichiarazione d’intento deve essere trasmessa all’Agenzia delle Entrate che rilascia la relativa ricevuta telematica. Dichiarazione e ricevuta devono essere consegnate al gestore del deposito, che procede a riscontrare telematicamente l’avvenuta presentazione all’Agenzia delle Entrate. Si dovranno continuare ad applicare le modalità procedurali previste dal penultimo periodo del citato comma 6 dell’art. 50-bis, per lo svincolo della garanzia (“Fino all'integrazione delle pertinenti informazioni residenti nelle banche dati delle Agenzie fiscali, il soggetto che procede all'estrazione dei beni introdotti in un deposito IVA ai sensi del comma 4, lettera b), comunica al gestore del deposito IVA i dati relativi alla liquidazione dell'imposta, anche ai fini dello svincolo della garanzia ivi prevista”). Sul punto la Risoluzione riprende le indicazioni fornite dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli con Nota prot. n.  84920/RU del 7 settembre 2011 e Nota prot. n. 113881/RU del 5 ottobre 2011. In particolare, il punto 2 della Nota prot. n. 113881/RU precisa che il soggetto che procede all’estrazione deve produrre:

  1. copia dell’autofattura ovvero, in caso di esportazione o di cessione intracomunitaria, copia della fattura, integrata con gli estremi della registrazione nei libri contabili ovvero, in alternativa a tale integrazione, corredata da copia del registro di cui agli artt. 23, 24 e 25 del D.P.R. n. 633/1972 da cui risulti l’avvenuta registrazione delle suddette fatture;
  2. dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, con allegata la copia di un documento di identità, rilasciata ai sensi degli artt. 19 e 47 D.P.R. n. 445 del 28 dicembre 2000 e attestante la conformità all’originale e l’effettiva registrazione nei libri contabili dell’autofattura o della fattura.”

 

Plafond

 

Come noto, l’utilizzo della dichiarazione d’intento per l’estrazione di beni da deposito IVA comporta l’utilizzo da parte dell’esportatore abituale del suo plafond disponibile. A tal proposito la Risoluzione precisa che «per ogni singola estrazione l’importo del plafond va ridotto dell’ammontare indicato nella Sezione “Dichiarazione” - campo 1 “una sola operazione per un importo fino a euro” del modello

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