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Nulla la cartella emessa da un concessionario non competente

Se la cartella di pagamento è emessa da un concessionario del servizio “territorialmente incompetente”, è da considerarsi nulla. Lo ha sancito la Sezione Tributaria della Cassazione, con l’ordinanza del 4 agosto 2017 n. 19577, con la quale la Suprema Corte ha accolto il ricorso presentato da una società.

 

In breve, il Palazzaccio ha stabilito che la sentenza della CTR, favorevole ad Equitalia, era errata: «nessun fondamento – si legge in calce all’ordinanza – hanno gli argomenti spesi dalla CTR a sostegno della validità della cartella di pagamento emessa da un concessionario territorialmente incompetente, in particolare quello secondo cui il fatto che la cartella non è ancora atto esecutivo che compete in via esclusiva al Concessionario dell’ambito in cui risiede il debitore, ma costituisce una formale intimazione di pagamento».

 

A detta del Supremo Consesso, l’illegittimità della cartella di pagamento deriva dal fatto che la competenza per territorio a emanare gli atti di riscossione o di accertamento «definisce e delimita, in base a previsioni di legge, il potere spettante a ciascun ufficio». Infatti, gli articoli 12, comma 1, e 24, comma 1, del D.P.R. n. 602 del 1973 «delimitano la competenza per territorio del concessionario con riguardo, in generale, a tutti gli atti successivi alla consegna del ruolo, inclusa, quindi, la cartella di pagamento». Con ciò, gli Ermellini hanno cassato la sentenza di merito accogliendo il ricorso della parte contribuente.

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