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Numerazione delle autofatture, basta quella progressiva

Con la Risposta n. 132 pubblicata il 30 aprile, l’Agenzia delle Entrate torna sul tema della numerazione delle autofatture in relazione al nuovo obbligo di fatturazione elettronica. L’istante è titolare di una ditta individuale che svolge l’attività di commercio all’ingrosso di frutta ed ortaggi e che effettua acquisti da agricoltori in regime di esonero. A seguito dell’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica, il contribuente chiede come dovrà essere gestita la numerazione delle autofatture elettroniche: nello specifico occorre predisporre una numerazione separata per ciascun fornitore in regime di esonero, oppure utilizzare un’unica numerazione seguendo l’ordine progressivo di emissione da parte del cessionario?

 

L’Agenzia ha risposto richiamando quanto precedentemente espresso con le FAQ. Con specifico riferimento alla numerazione delle fatture, le Entrate specificano che «è compatibile con l’identificazione univoca prevista dalla formulazione attuale della norma qualsiasi tipologia di numerazione progressiva che garantisca l’identificazione univoca della fattura, se del caso, anche mediante riferimento alla data della fattura stessa. Dunque, nell’adempiere l’obbligo posto a suo carico dall’art. 34, comma 6, del decreto IVA, il cessionario, nel rispetto di un’ordinata contabilità, può determinarsi nel modo più confacente alla propria organizzazione aziendale (ad esempio, numerando progressivamente le fatture poi consegnate agli agricoltori cedenti facendole seguire da una o più lettere identificative [legate alle iniziali della propria denominazione o altro]), con l’unico limite dell’univocità, ossia dell’identificazione certa del documento, anche tramite la sua data, così da evitare duplicazioni od ostacolo all’attività di controllo».

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