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Ok al regime forfetario per il contribuente che già svolge all’estero lavoro autonomo

Il lavoro autonomo svolto all’estero non preclude l’accesso al regime forfetario al contribuente che vuole tornare in Italia (Risp. AE 9 agosto 2019 n. 335).

 

L’Agenzia delle Entrate ha risposto all’interpello posto da un professionista, cittadino italiano residente all’estero ed iscritto all’AIRE. L’istante sta valutando la possibilità di rientrare in Italia, con contestuale riacquisto della residenza e l’apertura di partita IVA per lo svolgimento dell’attività di consulente per vari progetti coinvolgenti aziende italiane e straniere; perciò, il professionista chiede un parere in merito all’applicabilità nei suoi confronti del regime forfettario.

 

L’Agenzia delle Entrate ha ricordato che non possono avvalersi del regime forfetario le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili ai suddetti datori di lavoro, ad esclusione dei soggetti che iniziano una nuova attività dopo aver svolto il periodo di pratica obbligatorio ai fini dell’esercizio di arti o professioni.

 

Nulla osta all’applicazione del regime per il contribuente istante, in quanto nel periodo biennale di sorveglianza, egli dichiara di non aver prestato attività di lavoro dipendente, ma di operare come libero professionista in qualità di consulente per i sistemi informativi geografici per un cliente sulla base di un contratto.

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