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Ok all’ipoteca da parte di Equitalia dell’immobile costituito nel fondo patrimoniale

L’ormai ex Equitalia – ora Agenzia delle Entrate-Riscossione – basandosi sulle cartelle esattoriali, può iscrivere fino a prova contraria l’ipoteca sugli immobili che il debitore ha costituito nel fondo patrimoniale. Lo ha affermato la Corte di Cassazione con la sentenza del 23 agosto 2018 n. 20998, con la quale i giudici di legittimità hanno respinto il ricorso della parte contribuente. In breve, secondo i giudici romani, l’esecutato, se non fornisce la prova a suo carico, non può pretendere nessun risarcimento da parte dell’ex Equitalia, poiché non è illegittima l’iscrizione pregiudizievole sui cespiti.

 

Secondo i giudici del Palazzaccio, nessun danno è denunciabile dal contribuente perché egli non aveva subìto alcun danno ingiusto: era infatti tenuto a pagare le sanzioni inflitte, visto che, per ciò che era emerso dagli atti, le cartelle esattoriali non erano state oggetto di opposizione con la conseguenza che il credito doveva ritenersi definitivamente accertato ed oggetto di legittima pretesa.

 

Il debitore opponente dovrebbe comunque dimostrare che il fondo patrimoniale è stato costituito in modo regolare ed anche che il suo debito verso il creditore procedente fu contratto per scopi estranei ai bisogni della famiglia, a tal fine occorrendo che l’indagine del giudice si rivolga specificamente al fatto generatore dell’obbligazione a prescindere dalla natura della stessa.

 

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