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Omesso versamento IVA non giustificabile con la necessità di pagare i dipendenti

L’omesso versamento dell’IVA non può essere giustificato dal pagamento degli stipendi dei lavoratori dipendenti, posto che l’ordine di preferenza in tema di crediti prededucibili, il quale impone l’adempimento prioritario dei crediti da lavoro dipendente, vige nel solo ambito delle procedure esecutive e fallimentari e non può essere richiamato in contesti diversi, ove non opera il principio della par condicio creditorum (Cass. pen. 10 luglio 2019, n. 30393).

 

Per quanto concerne il reato di omesso versamento di IVA, risponde del reato di cui all’art. 10-ter D.Lgs. n. 74/2000 quanto meno a titolo di dolo eventuale, il soggetto che, subentrando ad altri nella carica di amministratore o liquidatore di una società di capitali dopo la presentazione della dichiarazione di imposta e prima della scadenza del versamento, omette di versare all’Erario le somme dovute sulla base della dichiarazione medesima, senza compiere il previo controllo di natura puramente contabile sugli ultimi adempimenti fiscali.

 

Inoltre, con riferimento al reato di omesso versamento di ritenute certificate, i giudici della Terza Sezione Penale della Cassazione hanno ricordato che soggetto attivo del reato è il legale rappresentante in carica al momento della scadenza del termine previsto dall’art. 10-bis D.Lgs. 74/2000, indipendentemente dal fatto che ricoprisse tale carica al momento della presentazione della dichiarazione di sostituto di imposta ovvero della sottoscrizione e del rilascio delle certificazioni ai sostituti.

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