News

Per l’accertamento del Fisco la Lista Falciani è un indizio sufficiente

La cosiddetta Lista Falciani è determinante per l’Agenzia delle Entrate: senza necessità di ulteriori accertamenti, dà modo al Fisco italiano di intervenire in caso di omessa dichiarazione di attività finanziarie nei paradisi fiscali. È quanto emerge dalla lettura dell’ordinanza del 12 febbraio 2018, n. 3276, con la quale i Giudici della Corte di Cassazione hanno accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, secondo la quale la cosiddetta Lista Falciani è una presunzione valida per spiccare l’accertamento.

 

La Corte di Cassazione, pur estremamente laconica nell’accogliere le motivazioni di ricorso del Fisco, ne ha comunque sposato la linea argomentativa. Secondo l’Agenzia delle Entrate, infatti, il  Giudice d'appello errava quando aveva annullato l’accertamento, in quanto, a suo dire, «l’Agenzia delle Entrate non [aveva] dedotto alcun elemento ulteriore a conforto di quanto riportato nella Lista Falciani». Così facendo, però – sono le parole del Supremo Consesso – «il giudice di appello ha mostrato di disapplicare la presunzione legale di sottrazione a tassazione delle attività finanziarie detenute in Paesi a fiscalità privilegiata e non dichiarate […] oltre a discostarsi dal principio di legittimità espresso proprio riguardo alla Lista Falciani, per cui anche un solo indizio può giustificare la pretesa fiscale, se grave e preciso […] ovvero dotato dell’alta valenza probabilistica connessa alla provenienza interna dei dati bancari».

Leggi dopo