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Pratiche commerciali sleali nella filiera agroalimentare: novità della Direttiva sotto la lente di ASSONIME

17 Maggio 2019 |

Direttiva UE 2019/633/UE

Impresa agricola

 

L’obiettivo della Direttiva 2019/633/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, datata 17 aprile 2019, è il raggiungimento della parità di forza contrattuale tra fornitore, inteso come qualsiasi produttore agricolo o persona fisica o giuridica che vende prodotti agricoli e alimentari, e cliente, così da creare un livello minimo comune di tutela negli Stati membri, per combattere pratiche commerciali scorrette.  

Per fare ciò, la Direttiva dispone un elenco minimo di pratiche commerciali sleali che vanno vietate dagli Stati membri: come precisa ASSONIME, nella pubblicazione del 16 maggio, alcune sono da considerare vietate in ogni caso, mentre altre possono essere poste in essere previa accettazione da parte di entrambe le parti commerciali coinvolte.

 

Tra i comportamenti vietati si citano:

  • il pagamento al fornitore oltre 30 giorni per i prodotti agricoli e alimentari deperibili e oltre 60 giorni per gli altri prodotti;
  • l'annullamento da parte dell'acquirente degli ordini di prodotti agricoli e alimentari deperibili con preavviso troppo breve da consentire al fornitore un’alternativa commerciale o di utilizzo degli stessi;
  • la modifica unilaterale da parte dell'acquirente delle condizioni di un accordo di fornitura di prodotti agricoli e alimentari;
  • la richiesta da parte dell'acquirente al fornitore di pagamenti non connessi alla vendita di prodotti agricoli e alimentari del fornitore;
  • su richiesta del fornitore, il rifiuto dell'acquirente a confermare per iscritto le condizioni di un accordo di fornitura;
  • da parte dell’acquirente, la violazione degli obblighi di riservatezza in tema di segreti commerciali del fornitore;
  • minaccia di ritorsioni da parte dell’acquirente, qualora il fornitore si avvalga di diritti a lui riconosciuti.

Per assicurare il rispetto di tali divieti, il corpo normativo predispone la designazione di autorità incaricate, con poteri di indagine, di richiesta di informazioni, di ispezione per lo svolgimento delle stesse; inoltre, esse possono accertare la violazione dei divieti, con conseguente eventuale imposizione di sanzioni pecuniarie e provvedimenti provvisori contro il trasgressore.

 

La Direttiva mira ad un’armonizzazione minima, che consente la permanenza negli ordinamenti di norme più severe, nel caso fossero presenti. Da segnalare è anche la possibilità per gli Stati membri di promuovere il ricorso volontario a meccanismi alternativi di risoluzione delle controversie.

Termine per procedere all’adeguamento della normativa, da parte degli Stati membri, è il 1° maggio 2021.

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