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Prestazioni mediche: l’esenzione spetta anche in assenza di rapporto fiduciario con il paziente

Il regime di esenzione IVA previsto per le prestazioni mediche effettuate nell’esercizio delle professioni sanitarie non è subordinato all’esistenza di un rapporto di fiducia tra il prestatore e il paziente. È questo uno dei principi espressi dalla Corte di Giustizia CE.

 

La questione deriva dalla qualificazione delle prestazioni che un medico specialista in chimica clinica e in diagnostica di laboratorio effettua nei confronti di una società che forniva a sua volta servizi di laboratorio a studi privati o ad altri enti, quali ospedali e centri di riabilitazione.

In particolare, è stato chiesto se tali prestazioni vanno incluse tra le prestazioni sanitarie di cui alla lettera b) dell’art. 132 Dir. 2006/112/CE, ovvero tra quelle di cui alla successiva lettera c), entrambe esenti.

La lettera b) esenta da IVA l’ospedalizzazione e le cure mediche nonché le operazioni a esse strettamente connesse, assicurate da enti di diritto pubblico oppure, a condizioni sociali analoghe a quelle vigenti per i medesimi, da istituti ospedalieri, centri medici e diagnostici e altri istituti della stessa natura debitamente riconosciuti; la lettera c) esenta le prestazioni mediche effettuate nell’esercizio delle professioni mediche e paramediche quali sono definite dallo Stato membro interessato.

L’ambito di applicazione delle due norme di esenzione si differenzia sostanzialmente in base al luogo in cui le prestazioni sono erogate:
- in ambito ospedaliero nel primo caso;
- nello studio privato del prestatore, presso il domicilio del paziente o altrove, purché al di fuori dell’ambito ospedaliero, nel secondo caso.

 

Poiché in precedenti pronunce della stessa Corte CE, un laboratorio può essere assimilato agli istituti ospedalieri o a centri diagnostici, ne deriva che le prestazioni mediche in esame possono essere ricondotte ad entrambe le disposizioni - lettera b, cure mediche, lettera c, prestazioni mediche (art. 132 Dir. 2006/112/CE). Tuttavia, per rientrare nel regime relativo alle “prestazioni mediche”, è però essenziale il rispetto delle ulteriori condizioni eventualmente poste dallo Stato membro.
Al riguardo, secondo la Corte di Giustizia le due disposizioni non sono da considerarsi alternative, per cui la circostanza che determinate prestazioni non soddisfino i requisiti previsti per fruire dell’esenzione ai sensi della lettera b) (rapporto fiduciario paziente-medico) non esclude, di per sé, l’applicazione dell’esenzione di cui alla lettera c).

 

L’importante, secondo i principi della direttiva, è che non vi sia una discriminazione, in termini di regime IVA applicabile, a seconda del diverso luogo in cui sono effettuate le operazioni laddove la loro qualità è equivalente tenuto conto della formazione dei soggetti che le erogano.

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