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Prevenzione e contrasto all’evasione, arrivano le istruzioni operative delle Entrate

Arrivano le istruzioni operative agli uffici per le attività di prevenzione e contrasto all’evasione, consulenza, contenzioso e tutela del credito erariale (Circ. AE 8 agosto 2019 n. 19/E).

 

Grandi contribuenti

Pianificando i controlli alla luce dei nuovi assetti organizzativi interni, l’Agenzia delle Entrate specifica che le direzioni regionali saranno concentrate sui “grandi contribuenti” con volume d'affari, ricavi o compensi superiori a 100 milioni di euro che presentano un maggior rischio fiscale e non esprimono comportamenti collaborativi e trasparenti. L’attività di tutoraggio dovrà essere realizzata sulla base delle dichiarazioni presentate per il periodo d’imposta 2017 e per quelle residuali relative all’anno precedente. Il giudizio sulla maggiore o minore rischiosità del soggetto terrà conto degli indicatori di rischio che emergono dall’analisi degli elementi informativi disponibili. Particolare attenzione dovrà essere posta all’analisi delle informazioni riguardanti il gruppo di appartenenza e, a tal fine, potrà essere consultata la banca dati dedicata, che attualmente è in linea con gli anni dal 2014 al 2016, e con la quale è possibile condurre sia un’analisi puntuale che un’attività di selezione sulla base di diversi criteri.

 

Piccole e medie imprese

Nei riguardi delle piccole e medie imprese, l’Agenzia rende noto che le attività di contrasto all’evasione nei confronti delle imprese di medie dimensioni e minori vedranno protagoniste le nuove unità organizzative istituite all’interno delle strutture regionali, competenti per le analisi di rischio evasione in ambito locale. In alcune direzioni sono stati creati uffici dedicati al coordinamento delle strutture periferiche per i controlli sulle imprese con volume d’affari compreso tra 25 e 100 milioni di euro.

 

Compliance

Oltre alle consuete attività di controllo, gli uffici dell’Agenzia delle Entrate dovranno promuovere anche l’adempimento spontaneo, anche attraverso il ricorso ad istituti volti ad instaurare un’interlocuzione costante e preventiva tra Agenzia e contribuente, che tengano conto delle specificità delle diverse tipologie di soggetti (grandi imprese operanti in ambito internazionale, medie imprese, imprese e lavoratori autonomi, persone fisiche). Al fine di favorire l’assolvimento spontaneo degli obblighi tributari e l’emersione delle basi imponibili, è stato predisposto per il 2019 l’invio di lettere nei confronti di contribuenti che presentano particolari anomalie dichiarative. Entro la fine dell’anno, è previsto l’invio di lettere di compliance nei confronti di coloro che hanno emesso fatture elettroniche per i primi due trimestri del 2019 e non hanno presentato le relative comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche IVA.

 

Persone fisiche, autonomi ed enti non commerciali

L’Agenzia precisa che, per persone fisiche, autonomi ed enti non commerciali, l’individuazione delle attività di elusione ed evasione fiscale dovrà essere supportata da un’analisi del rischio attenta e tarata sulle caratteristiche dei territori e mirata a far emergere la reale capacità contributiva del contribuente, evitando di impegnare risorse in contestazioni di natura essenzialmente formale. Al fine di stimolare l’assolvimento degli obblighi tributari e favorire l’emersione spontanea delle basi imponibili, è stato previsto nel 2019 l’invio di circa 380.000 lettere nei confronti di contribuenti persone fisiche per i quali relativamente alle dichiarazioni dei redditi presentate per l’anno d’imposta 2015, sia stata riscontrata un’anomalia riguardante una o più categorie reddituali. È previsto, inoltre, nell’ultimo trimestre del 2019, l’invio di un primo lotto di comunicazioni relative all’anno d’imposta 2016.

 

Particolare attenzione dovrà essere prestata nei confronti di quei soggetti esercenti attività di lavoro autonomo che, seppure dichiarino un ammontare elevato di compensi, deducono un importo cospicuo di costi che abbattono in maniera significativa il reddito imponibile.

 

In riferimento agli enti non commerciali e alle ONLUS, gli Uffici opereranno un numero di controlli idoneo a supportare l’effetto di deterrenza, nonché il recupero delle agevolazioni illegittimamente fruite, nei confronti dei soggetti che apparentemente si presentano come non profit, ma in realtà svolgono vere e proprie attività commerciali, tenendo anche conto dell’attività svolta negli anni passati e valutando attentamente le modalità istruttorie più idonee da adottare.

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