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Prima casa, nel conteggio anche il ripostiglio non abitabile

Il requisito dell’abitabilità non conta, ai fini del conteggio della superficie utile per in conferimento del beneficio “prima casa”. Lo ha ricordato la Corte di Cassazione con l’ordinanza del 4 dicembre 2017, n. 28932, con la quale piazza Cavour ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate.

 

La Cassazione ha ricordato che sono riconosciute abitazioni “di lusso” le singole unità immobiliari aventi superficie utile complessiva superiore a 240 mq., con la sola esclusione di balconi, terrazze, cantine, soffitte, scale e posto macchine. La Commissione Tributaria Regionale aveva tuttavia ritenuto che, ai fini del conteggio, rilevassero unicamente i locali aventi il requisito dell’abitabilità; per questo motivo, il ripostiglio – non abitabile – era stato escluso dal conto della metratura. Ciò non corrisponde al vero, secondo il Palazzaccio, in quanto tutti i vani dell’abitazione, ancorché privi dell’abitabilità, devono essere computati nel conteggio: il principio dell’abitabilità, infatti, non compare del D.M. 2 agosto 1969.

 

In tema di imposta di registro – hanno inoltre ricordato gli Ermellini – si è ritenuto che, per le abitazioni di lusso, le previsioni in merito a benefici non sono passibili di interpretazione analogica e, quindi, le agevolazioni non possono essere concesse se non sono espressamente previste. Accogliendo il ricorso delle Entrate, la Corte ha rinviato alla CTR, in diversa composizione.

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