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Prime applicazioni degli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) e differenze dagli studi di settore

20 Giugno 2019 |

Art. 9 bis DL 50/2017
conv. in L. 96/2017
DM 23 marzo 2018
DM 28 dicembre 2018
DM 27 febbraio 2019

ISA – Indici sintetici di affidabilità

Gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) sono stati istituiti al dichiarato fine di favorire l'emersione spontanea delle basi imponibili e di stimolare l'assolvimento degli obblighi tributari da parte dei contribuenti e il rafforzamento della collaborazione tra questi e l'Amministrazione finanziaria (art. 9 bis DL 50/2017).

Gli indici dovrebbero verificare la normalità e la coerenza della gestione aziendale o professionale ed esprimono, su una scala da 1 a 10, il grado di affidabilità fiscale riconosciuto a ciascun contribuente, anche al fine di consentire a quest'ultimo, sulla base dei dati dichiarati entro i termini ordinariamente previsti, l'accesso al regime premiale.

L’approvazione degli ISA per una determinata attività economica, determina l’inefficacia – per la stessa attività – degli studi di settore e dei parametri.

Con i DM 23 marzo 2018, 28 dicembre 2018 e 27 febbraio 2019, sono stati approvati 175 ISA che di fatto rendono non più applicabili gli studi di settore e i parametri per il periodo d’imposta 2018 e pertanto, dalle dichiarazioni 2019, i contribuenti che esercitano attività di impresa, arti o professioni si confrontano con i modelli di dichiarazione dei dati rilevanti ai fini degli ISA e non più con studi di settore e parametri.

Per il 2018 infatti, non risultano approvati studi di settore e i modelli di dichiarazione dei redditi (persone fisiche, società di persone e società di capitali) riportano esclusivamente l’inclusione del modello ISA.

Da tale punto di vista, invero, quello degli ISA non appare affatto un “superamento” degli studi di settore in quanto per l’applicazione degli stessi il contribuente è tenuto a comunicare i dati rilevanti che appaiono in continuità con gli adempimenti già previsti per gli studi di settore.

Analoghe sono in definitiva anche le cause di esclusione degli ISA.

Gli indici si applicano infatti agli esercenti  attività di impresa o di lavoro autonomo che non ricorrano in una delle seguenti cause di esclusione:

a) inizio o cessazione dell'attività nel periodo d’imposta;

b) condizioni di non normale svolgimento dell’attività;

c) ricavi o compensi di ammontare superiore a € 5.164.569 (per i soggetti che applicano gli indici AG40U, AG50U, AG69U e AK23U, i ricavi devono essere aumentati delle rimanenze finali e diminuiti delle esistenze iniziali); i decreti di approvazione possono prevedere limiti di ricavi o compensi differenti;

d) applicazione del regime forfetario o del regime fiscale di  vantaggio per l'imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità;

e) esercizio di due o più attività di impresa, non rientranti nel medesimo indice sintetico se l'importo dei ricavi dichiarati per le attività non rientranti nell'indice sintetico relativo all'attività prevalente supera il 30% del totale dei ricavi dichiarati;

f) Enti del Terzo settore non commerciali che optano per la determinazione forfetaria del reddito;

g) Organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale che applicano il regime forfetario;

h) Imprese sociali;

i) società cooperative, consortili e consorzi che operano esclusivamente a favore delle imprese socie o associate e società cooperative costituite da utenti non imprenditori che operano esclusivamente a favore degli utenti stessi;

j) categoria reddituale diversa da quella per la quale è stato approvato l‘ISA e, quindi, prevista nel quadro dei dati contabili contenuto nel modello ISA approvato per l’attività esercitata;

k) esercizio, in ogni forma di società cooperativa delle attività di trasporto con taxi (codice attività 49.32.10) e trasporto mediante noleggio di autovetture da rimessa con conducente (codice attività 49.32.20, di cui all’ISA AG72U);

l) corporazioni dei piloti di porto esercenti le attività di cui all’ISA AG77U.

Diversamente da quanto accadeva per gli studi di settore, i soggetti esclusi dall’applicazione degli ISA non sono tenuti alla compilazione del relativo modello, ad eccezione dei soggetti cui si applica la causa di esclusione della lettera e) sopra richiamata.

I modelli di comunicazione comprendono dati contabili ed extracontabili. Ad esempio, il mod. AD25U applicabile ai soggetti che svolgono attività di concia delle pelli e del cuoio, prevede:

- quadro A: personale;

- quadro B: unità locali;

- quadro C: elementi specifici dell’attività;

- quadro D: beni strumentali;

- quadro F: dati contabili.

Sicuramente ben differente, rispetto agli studi di settore, è l’utilizzo degli ISA che se, da una parte, dovrebbero favorire – come auspicato dalla norma istitutiva – l’adempimento spontaneo da parte dei contribuenti, è utilizzabile per “distinguere” i contribuenti più affidabili da quelli meno affidabili, riconoscendo ai primi un regime “premiale”, diverso a seconda del livello di affidabilità, e selezionando i secondi ai fini del possibile controllo.

In base, infatti, ai dati dichiarati, il calcolo degli ISA fornisce un indice di affidabilità da 1 a 10; al punteggio ottenuto corrisponde un rischio o beneficio come riportato in tabella.

Punteggio raggiunto, su scala da 1 a 10

Conseguenza: rischio/beneficio premiale

Descrizione

ISA ≤ 6

il contribuente potrebbe essere soggetto a controllo in base ad analisi del rischio di evasione fiscale

a tal fine, l’AF tiene conto, oltre che dell’esito degli ISA, anche dei dati contenuti nell’apposita sezione dell’Anagrafe tributaria (art. 7 c. 6 DPR 605/73)

ISA ≥ 8

a) esonero dall’apposizione del visto di conformità per la compensazione di crediti:

trattasi dei crediti maturati:

- superiori a € 5.000, ma non a € 50.000 annui, per IVA annuale (importo complessivo);

- sulla dichiarazione annuale IVA relativa all’anno 2019

- superiori a € 5.000, ma non a € 50.000 annui, per IVA infrannuale (importo complessivo)

- nei primi tre trimestri dell’anno 2020

- non superiori a € 20.00 annui per IIDD e IRAP

- sulla dichiarazione annuale relativa alle IIDD e all’IRAP per il periodo d’imposta 2018

b) esonero dall’apposizione del visto di conformità o dalla garanzia per i rimborsi IVA (annuale e/o infrannuale, importo complessivo) superiori a € 30.000 ma non a € 50.000

- sulla dichiarazione annuale IVA relativa all’anno 2019 (4)

- nei primi tre trimestri dell’anno 2020 (4)

c) riduzione termini per accertamento

i termini di decadenza per l’attività di accertamento per il periodo d’imposta 2018 sono ridotti di un anno (i relativi avvisi di accertamento devono quindi essere notificati entro il 31 dicembre 2023 anziché 2024)

ISA ≥ 8,5

stessi benefici già descritti con riferimento al punteggio 8, cui si aggiunge l’esclusione degli accertamenti basati sulle presunzioni semplici

non risultano esperibili quindi gli accertamenti analitico presuntivi

ISA ≥ 9

stessi benefici già descritti con riferimento al punteggio 8,5, cui si aggiungono:

 

a) esclusione dall’applicazione della disciplina delle società non operative

-

b) esclusione della determinazione sintetica del reddito complessivo

sempreché il reddito complessivo accertabile non ecceda di 2/3 il reddito dichiarato

Resta ferma la possibilità del contribuente che raggiunge un basso indice di affidabilità, di incrementare il risultato conseguito mediante l’indicazione, in dichiarazione, di ulteriori componenti positivi di reddito rispetto a quelli risultanti dalle scritture contabili.

Su tale piano è quindi evidente la differenza con gli studi di settore che, per quanto ridimensionati dalla giurisprudenza di legittimità, erano di fatto utilizzati non come strumento di compliance ma come strumento di accertamento, seppur da integrare in contraddittorio con il contribuente.

Evidentemente, l’approvazione e l’applicazione degli ISA sopra richiamati non incide sull’utilizzo degli studi di settore per l’accertamento relativo ai periodi d’imposta antecedenti al 2018.

In proposito, la giurisprudenza è ormai concorde sulla ripartizione dell’onere della prova in caso di accertamento da studi di settore e sulla centralità del contraddittorio (tanto che si potrebbe ritenere illegittimo l’accertamento basato sugli studi di settore non proceduto dall’invito al contraddittorio). Anche recentemente, infatti, la Cassazione ha stabilito che gli studi di settore rappresentando la risultante dell'estrapolazione statistica di una pluralità di dati settoriali acquisiti su campioni di contribuenti e dalle relative dichiarazioni, rilevano valori che, quando eccedono il dichiarato, integrano il presupposto per il legittimo esercizio da parte dell'Ufficio dell'accertamento analitico - induttivo che deve essere necessariamente svolto in contraddittorio con il contribuente, sul quale, nella fase amministrativa e, soprattutto, contenziosa, incombe l'onere di allegare e provare, senza limitazioni di mezzi e di contenuto, la sussistenza di circostanze di fatto tali da allontanare la sua attività  dal modello normale al quale i parametri fanno riferimento, sì da giustificare un reddito inferiore a quello che sarebbe stato normale secondo la procedura di accertamento tributario standardizzato, mentre all'ente impositore fa carico la dimostrazione dell'applicabilità dello "standard" prescelto al caso concreto oggetto di accertamento (Cass. 18 dicembre 2017 n. 30370).

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