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Privacy, 90 giorni per chiudere le pendenze con lo sconto

90 giorni per saldare le vecchie sanzioni in materia di privacy versando solo i due quinti del dovuto. È questo, in estrema sintesi, il meccanismo di definizione agevolata delle sanzioni antecedenti al Regolamento GDPR previsto dal nuovo D.Lgs. n. 101/2018.

 

Come noto, il Decreto in questione, pubblicato lo scorso 4 settembre in Gazzetta Ufficiale e in vigore dal prossimo 19 settembre, adegua la normativa interna alle disposizioni del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali (Regolamento GDPR).

 

Tra le disposizioni transitorie del nuovo decreto, all’art. 18 comma 1, è previsto che i procedimenti sanzionatori riguardanti le violazioni delle misure minime – vale a dire le misure previste dall'art. 33 e 162, comma 2-bis, del Codice della Privacy volte ad assicurare un livello minimo di
protezione dei dati personali- che, alla data di applicazione del Regolamento GDPR (25 maggio 2018), risultano non ancora definiti con l'adozione dell'ordinanza-ingiunzione, “è ammesso il pagamento in misura ridotta di un somma pari a due quinti del minimo edittale”.

 

La nuova disciplina prevede che, fatti salvi gli atti del procedimento eventualmente già adottati, il pagamento potrà essere effettuato entro novanta giorni decorrenti dal 19 settembre 2018 (data di entrata in vigore del decreto in commento). Decorso tale termine, l’atto con il quale sono stati notificati gli stremi della violazione o l’atto di contestazione immediata ex art. 14 L. n. 689/1981, assumerà il valore dell’ordinanza-ingiunzione senza che venga effettuata nessun ulteriore notificazione, salvo che il contravventore non produca memorie difensive.

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