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Pro-rata di detrazione IVA: normativa nazionale compatibile con la Direttiva comunitaria

 

La sentenza 14 dicembre 2016, relativa alla causa C-378/15 (Mercedes Benz Italia SpA contro Agenzia delle Entrate Direzione Provinciale Roma 3), ha fornito importanti chiarimenti sull’interpretazione dell’art. 17, paragrafo 5, terzo comma, lettera d), della sesta direttiva 77/388/CEE, norma che autorizza gli Stati membri a derogare alla regola generale del calcolo del pro-rata di detrazione prevista al secondo comma di tale paragrafo e all’art. 19 di tale direttiva.

 

 

Contrariamente a quanto affermato nelle conclusioni dell’Avvocato generale presentate in data 29 giugno 2016, è stata avvallata la legittimità di un pro-rata di detrazione IVA basato sulla cifra d’affari applicabile alla totalità dei beni e dei servizi, senza tener conto della natura e della destinazione di ciascun bene e servizio acquistato. Le norme interne di riferimento per la disciplina sono gli artt. 19 e 19-bis del DPR n. 633/1972.

Circa l’individuazione delle operazioni qualificabili come "accessorie", la CGUE conferma l'orientamento (sentenza del 29 aprile 2004, C‑77/01) secondo cui la valutazione deve tener conto sia del rapporto tra dette operazioni accessorie esenti (nel caso esaminato, prestiti su finanziamenti concessi alle società controllate) e le attività imponibili (cessioni imponibili di autoveicoli); sia dell’impiego che esse implicano dei beni e dei servizi per i quali l’imposta è dovuta.

 

Inoltre – si precisa in un passaggio del dispositivo dei Giudici del Lussemburgo – il riferimento contenuto nell’art. 17, paragrafo 5, terzo comma, lettera d), della sesta direttiva al primo comma del medesimo paragrafo non riguarda il metodo di calcolo previsto al secondo comma dello stesso paragrafo e all’art. 19 di tale direttiva bensì, unicamente, il principio generale del pro-rata, secondo cui la detrazione è ammessa soltanto per la parte dell’IVA che è proporzionale all’importo relativo alle operazioni che danno diritto a detrazione.

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