News

Rapporto Confprofessioni 2018, sale il numero di iscritti agli ordini e alle casse

08 Novembre 2018 | Professionisti

 

Anche nel 2017 l'Italia si conferma il Paese europeo con il maggior numero di liberi professionisti. Con oltre 1,4 milioni di unità nel nostro Paese si concentra, infatti, il 19% dei professionisti censiti nei 28 Paesi dell’Unione. 
 
 
È questa la fotografia più aggiornata del settore dei liberi professionisti in Italia, sintetizzata nel Rapporto 2018 curato dall'Osservatorio sulle libere professioni, coordinato dal professor Paolo Feltrin, e presentata ieri, 7 novembre, in apertura del Congresso nazionale di Confprofessioni a Roma.
 
«Negli ultimi dieci anni i liberi professionisti sono l’unica componente del mercato del lavoro che ha retto gli urti della crisi economica, in netta controtendenza rispetto agli altri segmenti occupazionali del mercato del lavoro indipendente», commenta il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella. «Una tendenza che si rispecchia anche in altri indicatori economici che mostrano incoraggianti segnali di ripresa. Il Rapporto 2018 sulle libere professioni segna infatti un aumento del numero degli iscritti agli ordini e alle casse professionali; i professionisti si attestano intorno a 1.400.000 unità e tra questi cresce la componente dei datori di lavoro».
 
 
Estremamente articolata la varietà delle professioni: le aree medica, legale e amministrativa rappresentano la fetta maggiore e costituiscono, assieme, quasi 1/3 dell’universo professionale. Il numero degli avvocati sfiora le 200 mila unità, i medici sono circa 139 mila, mentre i consulenti aziendali si attestano a 119 mila. Seguono architetti (95 mila), ingegneri (73 mila) e psicologi (55 mila). Agronomi e notai chiudono la classifica rispettivamente con 6 mila e 4 mila professionisti.
 
In forte crescita la componente femminile. Negli ultimi otto anni sono infatti le donne a trainare la crescita delle libere professioni, con una variazione positiva che si attesta a 176 mila unità, mentre i maschi si fermano a quota 80 mila.
 
 
Interessanti infine i dati sui redditi. Se il fatturato complessivo dei liberi professionisti è cresciuto negli ultimi sei anni, anche i redditi medi delle professioni ordinistiche confermano una dinamica positiva. Ma sono elementi da ponderare con attenzione, dato che ogni fonte utilizza criteri di classificazione differenti. Secondo i dati MEF, il volume di affari dei professionisti è passato dai 188 miliardi del 2011 ai 207 miliardi del 2016, segnando una leggera contrazione tra il 2015 e il 2016 che ha limato al 12,4% (da 12,8%) il contributo dei professionisti al Pil. Altro criterio è quello utilizzato dal Sose (riferito ai soggetti interessati dagli studi di settore) che al 2016 fissa il reddito medio dei professionisti sui 52 mila euro, in crescita del 12% rispetto all’anno precedente.
Leggi dopo