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Reati omissivi e perimetro della "causa di forza maggiore"

 

Nei reati omissivi, si individua la causa di forza maggiore nell’assoluta impossibilità e non nella semplice difficoltà di porre in essere il comportamento omesso. In tal senso, il cittadino agli arresti domiciliari o in carcere non può invocare tale esimente per giustificare il mancato pagamento delle imposte (Cass. pen. 11 luglio 2019 n. 50516).

 

Il ricorrente era amministratore unico e legale rappresentante di una Srl, che non aveva versato i tributi erariali spiegando che non gli era stato possibile assolvere tale dovere perché, all’epoca della commissione del reato, si trovava agli arresti domiciliari.

 

I giudici della Corte di Cassazione hanno spiegato che l’inadempimento tributario penalmente rilevante può essere attribuito a causa di forza maggiore solo quando derivi da fatti non imputabili all’imprenditore che non ha potuto tempestivamente porvi rimedio per cause indipendenti dalla sua volontà e che sfuggono al suo dominio finalistico. Nel caso in esame, però, i giudici di legittimità non hanno ravvisato le circostanze necessarie per configurare tale esimente, viste le intrinseche caratteristiche della misura cautelare patita (gli arresti domiciliari), idonea a limitare la sola libertà di locomozione, ma niente affatto impeditiva della possibilità di disporre, come del resto anche la misura carceraria, il pagamento delle imposte, anche ricorrendo alla collaborazione di terzi.

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