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Riforma della riscossione dei tributi degli enti locali

02 Dicembre 2019 | Riscossione tributi locali

Il disegno di Legge di bilancio 2020 presentato in Parlamento per l’approvazione contiene una riforma della riscossione dei tributi degli enti territoriali locali.

Si tratta di una riforma attesa da anni e che si spera giunga a compimento visto che attualmente il settore della riscossione coattiva delle entrate comunali si basa ancora sull’ingiunzione di pagamento, strumento obsoleto di difficile applicazione.

Le principali novità che caratterizzano la riforma sono essenzialmente due:

- utilizzo dell’accertamento esecutivo per la generalità dei tributi degli enti locali;

- introduzione di una disciplina di base per la rateazione delle entrate locali.

 

 

Accertamento esecutivo

Innanzitutto è introdotto l’accertamento esecutivo originariamente riservato ai soli tributi erariali.

E’ infatti stabilito che a decorrere dagli atti emessi dal 1° gennaio 2020, l’avviso di accertamento relativo ai tributi locali conterrà l’intimazione ad adempiere entro il termine per la proposizione del ricorso (60 giorni dalla notifica).

L’oggetto dell'intimazione é rappresentato solitamente dall’intero importo preteso nell’atto; se è proposto ricorso, invece, le sanzioni irrogate non possono essere pretese in pendenza di ricorso in primo grado, ma solo dopo la sentenza della Commissione tributaria provinciale (art. 68 D.Lgs. 546/92). Non è chiaro se anche l’imposta è pretesa gradualmente o se, invece, come attualmente, è pretesa per intero.

Decorsi i termini per la proposizione del ricorso l'accertamento assume la qualifica di titolo esecutivo, pertanto le azioni di recupero coattivo, incluse le misure cautelari, potranno essere attivate direttamente, senza più procedere alla previa notifica della cartella di pagamento o dell’ingiunzione fiscale.

L’affidamento al soggetto che deve provvedere alla riscossione coattiva è effettuato decorsi 30 giorni dalla scadenza del termine per il pagamento delle somme dovute. L’affidatario informa il debitore dell’avvenuta presa in carico del credito comunale, con una raccomandata o per mezzo della posta elettronica.

In caso di accertamenti divenuti definitivi ovvero di somme derivanti dalla decadenza di una rateazione, o se si è di fronte ad atti impugnati, è disposta una moratoria di 180 giorni per l’effettuazione delle azioni di recupero coattivo, mentre nulla vieta l’adozione di misure cautelari o conservative anche durante tale fase di sospensione.

Se il carico inizialmente affidato è rideterminato, a seguito di una sentenza del giudice oppure di accertamento con adesione, va notificato un nuovo atto di determinazione delle somme dovute, con richiesta di pagamento entro 60 giorni dalla notifica.

Analogamente agli accertamenti esecutivi dei tributi erariali, in presenza di fondato pericolo per la riscossione, il carico può essere affidato al riscossore per l’intero importo, anche in pendenza di ricorso, prima del decorso del termine di legge.

La procedura di recupero coattivo avviene sulla base delle norme di cui al Titolo II DPR 602/73, con esclusione dell’art. 48 bis, riferito all’obbligo delle Pubbliche amministrazioni di segnalare all’agente della riscossione il pagamento di somme a qualsiasi titolo in favore di soggetti morosi nei confronti dell’Agenzia delle Entrate/riscossione (Ader).

Decorso un anno dalla notifica dell’accertamento esecutivo senza che siano state intraprese le procedure di espropriazione, occorre notificare una apposita intimazione di pagamento ai sensi dell’art. 50 DPR 602/73.

 

Per recuperi di importi fino a 10.000 euro, prima di adottare misure esecutive o cautelari, gli enti devono inviare un sollecito di pagamento, contenente l’invito a versare le somme dovute entro 30 giorni, a pena dell’attivazione delle misure stesse. In caso di riscossione coattiva di importi non superiori a 1.000 euro il periodo di attesa dopo l’invio al debitore dell’estratto delle somme da versare é dimezzato, da 120 giorni a 60 giorni ai fini della promozione delle azioni di recupero coattivo.

Con il nuovo accertamento esecutivo dovrebbero essere superati i termini di decadenza attualmente stabiliti ai fini della notifica del titolo esecutivo, conseguentemente gli unici termini cui attenersi per la procedura di recupero coattivo sono quelli della prescrizione (5 anni), decorrenti dalla notifica dell’atto di accertamento e sempre prorogabili previa trasmissione di un atto di messa in mora.

 

Per quanto riguarda gli oneri di riscossione è previsto che al debitore possano essere richieste le seguenti somme:

a) in caso di pagamento entro il 60° giorno dalla esecutività dell'accertamento un importo pari al 3%, con un massimo di 300 euro;

b) in caso di pagamento oltre il suddetto termine un importo del 6%, con un massimo di 600 euro.

Inoltre un importo a titolo di spese di notifica ed esecutive che comprende sia i costi per le procedure cautelari ed espropriative sia gli oneri per assistenza legale, in misura non eccedente l’importo fissato in futuro da un decreto; fino ad allora si farà riferimento alle misure tabellari valevoli per l’agente della riscossione.

 

 

 

Rateazioni

Attualmente, in tutti i casi in cui il Comune non si rivolga all’agente della riscossione non esiste una norma statale che disciplina la materia, di conseguenza, ci si basa sui regolamenti locali che però potrebbero mancare o non regolare la questione.

La riforma prevede pertanto che, in assenza di delibere locali, l’ente impositore o il soggetto affidatario del servizio di riscossione possa concedere la dilazione delle somme dovute, in presenza di temporanea e obiettiva difficoltà, con una graduazione che va da un minimo di 4 rate mensili, per le somme non superiori a 500 euro, a un massimo di 72 rate mensili (somme superiori a 20.000 euro). I Comuni, nell’esercizio delle proprie facoltà regolamentari, non possono comunque prevedere una rateazione inferiore a 36 mesi, per somme superiori a 6.000,01 euro.

Si decade dalla rateazione con il mancato pagamento di due rate consecutive; in tal caso il debito residuo non può più essere dilazionato.

In caso di peggioramento della situazione del debitore, la rateazione può essere prolungata una sola volta, entro il limite massimo stabilito dalla norma o dal regolamento comunale, purché non sia intervenuta decadenza.

La presentazione della domanda di rateazione inibisce l’iscrizione di ipoteca e del fermo amministrativo dei veicoli ma non blocca la prosecuzione delle procedure espropriative in corso.

 

(DdL Bilancio 2020)

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