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Rimborso IVA e onere della prova

25 Giugno 2019 |

Cass. 14 giugno 2019 n. 15998
Art. 30 DPR 633/72

Rimborso IVA

Il contribuente può esporre in dichiarazione la richiesta di rimborso IVA nei casi previsti dall’art. 30 DPR 633/72.

L’esposizione in dichiarazione, secondo la Cassazione, non è tuttavia sufficiente a consolidare il credito neppure quando l’Agenzia delle entrate non abbia rettificato la dichiarazione entro il termine ordinario del 31 dicembre del quarto anno successivo alla presentazione (art. 57 DPR 633/72).

Pertanto, sia in caso di diniego espresso che tacito del rimborso, il contribuente che proponga ricorso al fine di ottenere il riconoscimento del credito, assume la veste di attore anche in senso sostanziale, dovendo offrire prova in giudizio del diritto di credito azionato (art. 2697 c.c.).

L’Agenzia delle entrate, prima e al fine di procedere al rimborso, può dunque legittimamente, in via amministrativa, chiedere la documentazione ritenuta necessaria al fine del riconoscimento del rimborso e, se convenuta in giudizio, al fine di resistere alla richiesta di rimborso può opporre tutte le eccezioni anche di merito sulla spettanza dello stesso.

Il credito d’imposta (come del resto il debito d’imposta) non nasce con la dichiarazione, bensì dal meccanismo fisiologico di applicazione del tributo e, quindi, dalla documentazione sottostante (Cass. 30 ottobre 2018 n. 27580).

La richiesta di documentazione e la proposizione di eccezioni non sono in questo caso impedite dall’intervenuto decorso dei termini di accertamento.

infatti, i termini di decadenza per le attività di accertamento e rettifica della dichiarazione si applicano solo alle attività volte ad accertare un maggior credito e non anche a tutte quelle attività volte a opporsi al riconoscimento di un debito dell’Amministrazione.

In questo senso si sono espresse le Sezioni Unite della Cassazione che con la sentenza 15 marzo 2016 n. 5069 hanno affermato il principio di diritto in base al quale decorso il termine per l'accertamento, all’Amministrazione è consentito contestare il contenuto di un atto del contribuente solo nella misura in cui tale contestazione consenta all’Amministrazione di evitare un esborso e non invece sotto il profilo in cui la medesima comporterebbe l’affermazione di un credito dell’Amministrazione; tale principio è parso conforme a quello generale in base al quale se il diritto ad un’azione si prescrive, non si prescrive il diritto all’eccezione.

In definitiva, in caso di rimborso è onere del contribuente provare tutti i presupposti, sostanziali e formali, del diritto azionato.

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