News

Rimborso a società estinta e legittimazione all’azione

02 Luglio 2019 |

art. 2495 c.c.
Cass. 18 giugno 2019 n. 16277

Rimborso IVA

Quando una società chiude il bilancio finale di liquidazione da cui emerge un credito d’imposta, s’impone il problema di come ottenere il rimborso di detto credito, che non può evidentemente essere riportato per la compensazione, in considerazione del fatto che dopo la chiusura della liquidazione la società verrà cancellata dal registro delle imprese.

La cancellazione della società dal registro delle imprese ne comporta, ai sensi dell’art. 2495 c.c., l’estinzione con il determinarsi di un fenomeno di tipo successorio in forza del quale i rapporti obbligatori facenti capo all’ente non si estinguono ma si trasferiscono in capo ai soci i quali ne rispondono, dal lato passivo, nei limiti di quanto riscosso a seguito della liquidazione o illimitatamente - a seconda del regime giuridico dei debiti sociali cui erano soggetti.

Né la società (estinta) né l’ex liquidatore hanno dunque legittimazione a richiedere o ad agire in giudizio per il rimborso.

La prassi, infatti, riconosce che in capo agli ex soci il diritto al rimborso dei crediti d’imposta spettanti alle società al momento della loro estinzione (Ris. AE 27 luglio 2011 n. 77/E).

In linea con quanto affermato dall’orientamento univoco della giurisprudenza di legittimità (Cass. SU 22 febbraio 2010 n. 4060), anche per la prassi dunque sui beni mobili e immobili non liquidati, una volta cancellata ed estinta la società, si forma una comunione tra gli ex soci per quote uguali a quelle di liquidazione, aggiungendo inoltre che tale principio deve essere applicato anche ai rimborsi, e che, come avviene nelle società di persone, può essere riconosciuta direttamente in capo ai soci la titolarità del diritto al rimborso, pro quota, delle imposte.

Da ciò deriva che, estinta - con la cancellazione dal registro delle imprese - la società, legittimati ad adire in giudizio per il riconoscimento del rimborso non effettuato, saranno i singoli soci che erano tali al momento della cessazione della società.

La Cassazione è poi intervenuta con una serie di pronunce a Sezioni Unite (sentenze 12 marzo 2013 n.  6070, 6071 e 6072) rilevando come il fenomeno estintivo societario determini la successione in capo agli ex soci dei rapporti giuridici rimasti in vigore a seguito di estinzione e gli ex soci rispondono delle obbligazioni contratte con lo stesso livello di responsabilità che avevano in pendenza di regolare attività sociale, limitatamente alla liquidazione ottenuta o anche illimitatamente, a seconda dei casi. Ad essi, inoltre, si trasferiscono i beni e i diritti anche non compresi nel bilancio di liquidazione della società cessata, a patto che i crediti siano liquidi ed esigibili, compresi i crediti tributari.

Per questi motivi deve al contrario ritenersi privo di legittimazione attiva l’ex liquidatore della società estinta anche se l’assemblea della società gli avesse, prima della cancellazione, dato mandato per l’incasso dei residui crediti d’imposta in quanto il mandato così conferito viene meno con l’estinzione della società (art. 1722 c. 1 n. 4 c.c.).

Inoltre, il potere di adire in giudizio per conto del preponente (la società) dovrebbe comunque essere conferito espressamente per iscritto (art. 77 c.p.c.).

In questo senso si è espressa Cass. 18 giugno 2019 n. 16277 dichiarando inammissibile il ricorso introduttivo di primo grado proposto dall’ex liquidatore e mandatario della società contro un provvedimento di diniego di rimborso.

Leggi dopo