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Rivalutazione beni, imprescindibile l'iscrizione in bilancio

 

La mancata di iscrizione in bilancio dei beni oggetto di rivalutazione non consente di fruire dell’agevolazione prevista dall'ultima Legge di Bilancio (art. 1 c. 940-950 L 145/2018). A chiarire la portata delle disposizioni che consentono la rivalutazione fiscale dei beni d’impresa e delle partecipazioni per le imprese che non adottano i principi contabili internazionali nella redazione del bilancio, è la Risposta a interpello n. 180 pubblicata ieri dall'Agenzia delle Entrate.

 

Il quesito

La questione sottoposta all’esame dell'amministrazione finanziaria riguarda la possibilità o meno, in capo a un concessionario, di rivalutare alcuni beni d’impresa non iscritti in bilancio, in quanto realizzati da precedenti concessionari, e oggetto di devoluzione gratuita in favore dello Stato, al termine di scadenza della concessione demaniale marittima di cui la medesima società è titolare. Gli immobili in esame sono stati trattati contabilmente come beni “di terzi” in bilancio, mediante la rilevazione nel conto economico di competenza delle spese di manutenzione ordinaria e tra gli oneri pluriennali quelle a carattere straordinario. 

 

Le indicazioni delle Entrate

Per l'Agenzia, la classificazione contabile dei beni oggetto dell’interpello tra quelli di terzi e la conseguente mancata di iscrizione in bilancio dei beni oggetto di rivalutazione non consentono, nel caso in esame, di fruire dell’agevolazione in relazione ai manufatti che insistono sull’area demaniale e che saranno devoluti gratuitamente allo Stato al termine della concessione.

 

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